Il World Radio Day 2026, la manifestazione italiana dedicata alla Giornata Mondiale della Radio istituita dall’UNESCO il 13 febbraio e festeggiata ieri a Milano in un evento organizzato da Radiospeaker.it, ha messo al centro il rapporto tra radio e intelligenza artificiale.
AI e radio: opportunità e rischi secondo gli operatori
Sul palco si sono alternati direttori, conduttori, podcaster e giornalisti, concordi su un punto: l’AI è uno strumento potente, ma va governato. Tra questi Marco Caputo, direttore di Rai Radio, ha sottolineato come l’AI possa essere utile soprattutto nella produzione, ma richieda grande attenzione: “Abbiamo una responsabilità enorme sui contenuti. L’AI può aiutare, ma non deve sostituire la centralità della persona”.
Anche la Radio Vaticana, presente per la prima volta con una diretta, ha ribadito la necessità di tutelare voci e identità, ricordando che l’AI “è uno strumento, non una voce” e, dice Massimiliano Menichetti, responsabile di Radio Vaticana – Vatican News: “Ogni ascoltatore può contribuire a costruire ponti, con la parola e con il dialogo”.
Federico Silvestri, AD del Gruppo 24 Ore, ha ribadito il ruolo della radio come “presidio assoluto dell’informazione”. Come la radio locale, uno dei temi più sentiti, presidio di prossimità, creatrice di comunità e punto di riferimento quotidiano per milioni di ascoltatori.

La radio tra tradizione e innovazione
Dal palco sono intervenuti anche volti noti come Linus (Radio Deejay) e Marco Mazzoli (Radio 105), insieme ai rappresentanti dei principali network nazionali. Il messaggio emerso è chiaro: la radio continua a evolversi, ma deve farlo mantenendo al centro la persona, la voce, la relazione.
Le sfide: auto senza radio e interferenze internazionali
World Radio Day ha affrontato anche i nodi critici del settore.
1. Il rischio di auto senza ricevitori
Rosario Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni, ha lanciato l’allarme: alcuni nuovi modelli di auto non includono più ricevitori FM e DAB, sostituiti da sistemi di infotainment connessi.
Una scelta che, secondo Donato, rischia di:
- rendere la radio inaccessibile a molti cittadini,
- favorire OTT e piattaforme a pagamento,
- compromettere la sicurezza nelle emergenze, dove FM e DAB restano insostituibili.
2. Le interferenze con l’estero
Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti‑Corallo, ha espresso forte preoccupazione per la procedura di infrazione UE sulle interferenze FM con Slovenia, Croazia, Francia e Malta. “Una forte preoccupazione per le emittenti radiofoniche italiane deriva dal rischio che la procedura di infrazione UE, in merito alle asserite interferenze FM con i Paesi confinanti (Slovenia, Croazia, Francia, Malta), comporti misure tecniche pregiudizievoli per l’operatività del settore. Occorre infatti considerare che le emittenti operano da oltre trent’anni in virtù di concessioni ministeriali, corrispondendo i relativi canoni e le relative tasse di concessione governativa. Conseguentemente Aeranti-Corallo ritiene necessario che lo Stato italiano tuteli adeguatamente l’intero comparto al fine di garantirne la piena continuità operativa”.

Rossignoli ha quindi evidenziato l’importanza di sostenere l’obbligo di garantire la ricezione radio, in FM e in DAB+, su tutte le tipologie di autoveicoli nuovi. Indebolire la garanzia di accesso alla radio via etere sulle auto, favorendo le piattaforme internet-based e compromettere il futuro della diffusione radiofonica digitale terrestre nell’ambito dell’automotive, avrebbe effetti molto negativi per il mezzo radiofonico, il cui ascolto, come noto, avviene prevalentemente a bordo delle autovetture”.
“Le radio locali hanno oggi un ruolo centrale nel sistema dell’informazione e dell’intrattenimento italiano – ha concluso Rossignoli -, grazie alla straordinaria capillarità territoriale, alla qualità dei contenuti originali e al fortissimo legame con il pubblico. Basti ricordare l’eccezionale risultato complessivo della radiofonia locale nella rilevazione degli ascolti Audiradio. Nel 2025 la radiofonia locale ha registrato un ascolto lordo complessivo, cioè la somma degli ascoltatori lordi nel giorno medio di tutte le emittenti locali, pari a 31.037.000 (ricordando che, ovviamente, ogni utente può ascoltare più radio, locali e/o nazionali). Inoltre, in cinque regioni italiane la radio più ascoltata è una radio locale (rispetto alle radio nazionali e a tutte le radio locali rilevate nella relativa regione) e 8 radio locali hanno più ascolti di almeno una radio nazionale”.












