La decisione di Scott MacFarlane riapre il dibattito sulle pressioni editoriali nel giornalismo televisivo americano.
Il giornalista di CBS News, Scott MacFarlane, corrispondente per la giustizia, ha annunciato ai colleghi la sua uscita dall’emittente dopo oltre quattro anni con una nota interna, pubblicata anche su LinkedIn.
Ex reporter investigativo per NBC Washington, si è distinto a CBS News per numerosi scoop e per un’ampia copertura giudiziaria delle indagini e dei processi legati all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.
“È una mia decisione”
Nel messaggio ai colleghi, MacFarlane ha sottolineato la natura personale della scelta: “È una mia decisione e apprezzo che i dirigenti della CBS l’abbiano compresa. Terrò sempre in grande considerazione l’opportunità che ho avuto di lavorare accanto ai professionisti talentuosi e impegnati di questa redazione. Sono orgoglioso di aver avuto accanto al mio nome le parole ‘corrispondente CBS’ – e lo sarò sempre”. Poi, precisando di non avere ancora un nuovo incarico, ha accennato ad una nuova fase della sua carriera più autonoma: “Per la prossima fase della mia carriera, non vedo l’ora di avere un po’ di indipendenza e di trovare nuovi spazi per condividere il mio lavoro in linea con i miei obiettivi personali”.
La frustrazione per la copertura del 6 gennaio
Secondo diversi colleghi citati dalla stampa americana, dietro la decisione ci sarebbe anche la frustrazione per alcune scelte editoriali della rete.
In particolare, MacFarlane avrebbe criticato il modo in cui CBS News ha ricordato il quinto anniversario dell’assalto al Campidoglio, trattato con un breve servizio che ha messo a confronto le posizioni di repubblicani e democratici, trattandole come “due versioni equivalenti”, anche se su un fatto ampiamente documentato.
Durante l’edizione del 6 gennaio 2026 del notiziario serale, il conduttore Tony Dokoupil aveva riassunto così la vicenda: “Il presidente Trump oggi ha accusato i democratici di non aver impedito l’attacco al Campidoglio, mentre il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries ha accusato il presidente di ‘ripulire’ la narrazione dell’assalto”. E un collega di MacFarlane ha riferito che il giornalista era irritato per quella scelta editoriale e che il giorno successivo MacFarlane ha condiviso sui social un intervento realizzato per la BBC, nel quale analizzava in modo più approfondito le conseguenze dell’attacco al Congresso, accompagnandolo con questo post: “Ecco il mio approfondimento sul quinto anniversario del 6 gennaio – l’impatto continuo sulle vittime, le menzogne… e la persistente corrosione maligna della democrazia. In onda su… la BBC”.
Il gesto è stato interpretato da molti come una critica indiretta alla copertura della sua stessa rete.
Le critiche interne alla linea editoriale
L’uscita di MacFarlane arriva in un momento di tensione interna a CBS News, che ha visto negli ultimi mesi altri professionisti lasciare la redazione, criticando apertamente la direzione editoriale. La produttrice veterana Mary Walsh, annunciando la propria uscita attraverso un programma di buonuscita volontaria, ha scritto in un memo ai colleghi parole molto dure: “Ci è stato detto di orientare il nostro lavoro giornalistico verso una specifica parte dello spettro politico. Onestamente, non so come farlo”.
Lo scorso maggio aveva lasciato anche la ceo di CBS News, Wendy McMahon, citando in una nota interna “disaccordi sul percorso da seguire”,
L’uscita di MacFarlane è stata commentata con rammarico anche da diversi colleghi. La reporter Kathryn Watson ha scritto sui social: “Una perdita enorme per noi a CBS News. Scott non è solo uno dei giornalisti più scrupolosi che conosca, ma anche uno dei più generosi”.
Foto (YouTube): Scott MacFarlane


















