Roberto Natale (Foto Ansa)

Sul referendum “Rai sta sbandando, sbeffeggia i rappresentanti del No” Natale (CdA) mette nel mirino Cerno, Sottile e Vespa

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“A meno di due settimane dal referendum, la Rai sta sbandando vistosamente negli spazi giornalistici al di fuori dei tg. Nella sola giornata di ieri tre evidenti segni di squilibrio informativo”.

Lo afferma il consigliere d’amministrazione Rai Roberto Natale, che poi spiega: “Su Rai2 Tommaso Cerno che, nel suo ‘2 di Picche’, sbeffeggia i rappresentanti del No (il che, naturalmente, non giustifica in alcun modo gli squallidi attacchi omofobi che ha ricevuto nelle ore successive, per i quali merita ogni solidarietà). Su Rai3 Salvo Sottile, che in ‘Far West’ assegna alla magistrata chiamata a rappresentare il Sì la possibilità di intervenire non solo sul tema referendum, ma anche su sicurezza/immigrazione e sulla ‘famiglia nel bosco’, ovviamente in modo critico verso l’operato dei giudici. Su Rai1 Bruno Vespa, che prima in ‘Cinque Minuti’ e poi a ‘Porta a Porta’ ad essere arbitro imparziale nemmeno ci prova: riserva le sue obiezioni soltanto al rappresentante del No; richiama l’attenzione sulle ‘tante storie di cattiva giustizia che stanno venendo fuori in questi giorni’ e sulle ‘tante persone alla quali la vita è stata distrutta’; rilancia a più riprese le fake news secondo le quali ‘nessuno dei giudici che sbagliano viene mai punito’, ma ‘tutto questo la riforma proverebbe a smantellarlo’; afferma che ‘la cosa che fa impazzire l’Anm è il sorteggio, cioè la perdita di potere'”.

“Tocca ricordare – sottolinea Natale – che la delibera della Commissione parlamentare di Vigilanza impegna ‘il CdA e l’Ad, nell’ambito delle rispettive competenze’, ad assicurare che la Rai rispetti il necessario equilibrio. Non va messa rischio la credibilità del servizio pubblico, bene da preservare anche oltre il 23 marzo”, conclude il consigliere.

Frangi (Cda Rai): solidarietà a Cerno e Diaco

“Esprimo piena solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per i vergognosi attacchi omofobi di cui sono stati oggetto nelle ultime ore. La critica è sempre legittima in una democrazia; l’insulto fondato sull’orientamento sessuale delle persone non lo è mai. Colpire due professionisti per ciò che sono, anziché per ciò che fanno o dicono, rappresenta un segnale preoccupante di regressione nel dibattito pubblico. Mi auguro che Cerno e Diaco non vengano lasciati soli, tanto meno perché percepiti come non allineati: il pluralismo e il rispetto delle persone sono valori essenziali del servizio pubblico e devono valere per tutti”. Così in una nota Federica Franci, componente del consiglio di amministrazione della Rai.
“Quanto alle osservazioni del consigliere Natale – aggiunge Frangi – credo sia utile evitare letture parziali su singole trasmissioni o singoli interventi. Il pluralismo del servizio pubblico si misura sull’insieme dell’offerta informativa e sul rispetto delle regole che la Rai è impegnata a garantire, soprattutto in una fase delicata come quella referendaria, come peraltro evidenziano anche gli ultimi dati dell’Agcom”.

Cerno: attaccati perché omosessuali di destra

“Non puoi più neanche andare a letto con chi vuoi, perché ieri pomeriggio su Rai2, ospite di Diaco a Bellama’, abbiamo cantato Sal Da Vinci, con un’orchestra, semplicemente la canzone, nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri, ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra e gli omosessuali non possono esserlo”. Così Tommaso Cerno, in un passaggio della puntata di oggi di ‘2 di Picche’, la striscia che conduce su Rai2, dopo l’incursione di ieri nel programma di Pierluigi Diaco dove ha cantato alla chitarra Per Sempre Sì, la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo.
“I commenti ne parlano chiaro: una dose di omofobia che a me non fa né caldo né freddo, che volevo citare per spiegare come siamo ridotti in questo Paese”, continua il giornalista, citandone uno: “‘Che schifo, non c’è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano’. Voi direte: ‘un giudizio legittimo’. Questo lo posso dire io, che vengo criticato perché non sono abbastanza politicamente corretto, ma non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone”.

Roberto Natale (Foto Ansa)