Bike Channel ha chiuso i battenti. Preoccupazione per Tiscali Notizie

Condividi

Bike Channel si spegne dopo quasi 15 anni: Tiscali‑Linkem chiude canale, sito e rivista, lasciando a casa redattori e collaboratori e interrompendo un progetto editoriale che aveva costruito una community solida nel mondo del ciclismo. La crisi si intreccia con le incertezze sul futuro di Tiscali.it, mentre il Cdr denuncia il rischio di licenziamenti senza tutele per i giornalisti della testata.

Nero lo schermo di Bike Channel. È partita la stagione del grande ciclismo e per gli appassionati di questo sport che sono abbonati a Sky la notizia – ferale, dopo quella della mancanza di Eurosport, tutto sommato già elaborata e metabolizzata da mesi – è stata la ‘sparizione’ di Bike Channel, il canale che, di ciclismo e non solo, con una proposta molto particolare, si occupava molto degnamente nella coda dei canali 200 della piattaforma. In realtà quello che si è fermato è un più articolato sistema editoriale, transitato per più editori negli ultimi mesi, presente in broadcast, in rete e sulla carta. E Sky non ha alcun ruolo in quanto è successo.

Bike si ferma

La svolta (finale?) è arrivata il 31 dicembre 2025, quando l’azienda proprietaria, Tiscali-Linkem, che aveva comprato questo asset anche un po’ a sorpresa circa due anni e mezzo prima dalla Bfc Media di Danilo Iervolino, che a sua volta lo aveva ereditato nel 2018 da Franco Cappiello (Reteconomy), ha deciso di chiudere tutto.

Lo schermo è diventato nero, il sito ha smesso di essere aggiornato, la rivista trimestrale Bike cancellata dalla newsletter, con la quale veniva distribuita in pdf dopo la fine dell’abbinamento con Forbes all’inizio del 2025. Un epilogo inatteso, perché con alterne vicende ormai Bike Channel esisteva da quasi 15 anni. Il mondo delle due ruote poi, è decisamente sulla cresta dell’onda (in Uk dicono che è il nuovo golf) con un posizionamento molto diverso da quello ‘povero’ ed eroico delle origini nel nostro Paese. Su Bike Channel e Bike trovavano spazio interessanti ricognizioni turistiche e culturali, ma anche approfondimenti salutistici, tecnici, rubriche ‘trade’, con incursioni in alcune specialità collaterali, come le varie declinazioni del triathlon.

Quello che ruotava intorno a Bike Channel produceva un seguito interessante. Le gare in esclusiva in tv generavano un audience consistente soprattutto in occasione delle corse più prestigiose, come l’ultima edizione della Vuelta a Burgos. Il canale tv offriva inoltre un’opportunità a molti organizzatori locali di dare visibilità alle gare, altrimenti prive di copertura nazionale. Il sito era in crescita e i numeri sui social significativi: il profilo Facebook di Bike Channel aveva oltre 120mila utenti con interazioni massicce in corrispondenza dei grandi eventi. In tv si sono spenti il 222 di Sky ed il 259 del digitale terrestre ‘connesso a internet’ powered by SportItalia.

Le conseguenze lavorative raccontano di contratti non rinnovati, prima di Natale. Si parla di un team ristretto di professionisti utilizzati come coordinatori dei vari settori del gruppo Bike Channel (tv, sito, social media, rivista) e di un gruppo di circa 15-20 collaboratori, giornalisti impiegati per realizzare il tg giornaliero, gli special della tv dedicati ai grandi eventi (Italian Bike Festival, Eroica), produrre contenuti per il sito, scrivere articoli, reportage e interviste per il magazine. Come capita in questi casi, c’è anche la spiacevole coda di ritardi nel pagamento di mensilità non ancora saldate. L’azienda fin dall’inizio ha raccontato di trattative con potenziali compratori interessati a Bike Channel che finora, ad alcuni mesi di distanza, non hanno prodotto alcun risultato. L’anno scorso una negoziazione era effettivamente arrivata a buon punto, ma alla fine è saltata. 

All’inizio di marzo inoltre è arrivato l’annuncio di Tessellis, holding nata dalla fusione tra Linkem Retail e Tiscali, che ha comunicato al mercato la cessione in affitto del ramo di azienda BTC di Tiscali e i marchi Tiscali e Linkem a Canarbino Spa, operatore nel settore energetico, presente lungo l’intera filiera del gas naturale e dell’energia elettrica, con 700 dipendenti e 800mila clienti gestiti nel retail, con sede a Sarzana (La Spezia). L’affitto del ramo d’azienda è funzionale a una successiva cessione definitiva. Resta da capire, a questo punto, anche quale sarà il destino del portale informativo Tiscali.it dove lavorano più di 10 giornalisti assunti oltre ai collaboratori. Si tratta di uno dei principali portali italiani di notizie, con all’attivo circa 8 milioni di visitatori al mese.

La sorte di Tiscali Notizie

La sorte di questi giornalisti preoccupa, come dimostra la presa di posizione del Cdr di Tiscali Notizie e dell’Associazione della Stampa sarda: “Alle giornaliste e ai giornalisti che per 25 anni hanno svolto il loro lavoro con dedizione e passione (rispondendo peraltro a un’esigenza imprenditoriale che individuava nell’informazione uno strumento capace di veicolare traffico utile alla vendita dei prodotti aziendali e agli introiti pubblicitari) oggi, senza alcuna remora, si vorrebbe dare il benservito. Sfuggono alla comprensione i motivi per cui non si voglia riconoscere a queste lavoratrici e lavoratori la stessa dignità dei dipendenti con contratto Tlc ai quali è stata offerta la possibilità di accedere a incentivi all’esodo e mai è stata prospettata la cassa integrazione a zero ore o il licenziamento collettivo”.