Secondo fonti interne citate dal Guardian, Matt Brittin – ex presidente di Google per Europa, Medio Oriente e Africa – sarebbe vicino a diventare il nuovo direttore generale della BBC.
La sua nomina segnerebbe un ulteriore passo dell’influenza delle big tech nel mondo dei media, in un contesto dominato da piattaforme digitali e streaming.
In pole position per succedere a Tim Davie
Brittin, 57 anni, ex atleta olimpico nel canottaggio nel 1988, ha guidato Google nell’area EMEA per dieci anni, lasciando l’incarico lo scorso anno per un “mini anno sabbatico”. Attualmente è anche membro del consiglio di amministrazione del Guardian Media Group.
Salvo colpi di scena, potrebbe essere lui a prendere il posto di Tim Davie alla guida della BBC. L’emittente pubblica non ha commentato, mentre altre fonti sostengono che la decisione finale non sia ancora stata presa.
Il peso della tecnologia nella strategia della BBC
Brittin è considerato una figura simile a Davie, soprattutto per la visione orientata all’innovazione tecnologica. Davie ha creato una divisione “media tech” con l’obiettivo di trasformarla in un operatore commerciale e ha puntato a rafforzare la piattaforma digitale iPlayer.
La BBC come ha riportato anche Primaonline sta affrontando l’impatto crescente di YouTube – di proprietà della casa madre di Google – che sta sottraendo pubblico ai broadcaster tradizionali.
Un ruolo prestigioso ma meno remunerato del settore privato
Il direttore generale della BBC guadagna oltre 500.000 sterline l’anno, una cifra elevata ma inferiore rispetto ai compensi dei dirigenti delle grandi aziende tecnologiche o dei broadcaster privati. Tra coloro che hanno scelto di non candidarsi figurano Jay Hunt (oggi in Apple TV), Alex Mahon (ex CEO di Channel 4) e Charlotte Moore (ora a capo di Left Bank Pictures).












