Nome oscurato ma profilo dettagliato: il corto circuito della deontologia
“Si scambiavano un’immagine della figlia di lei nuda: Arrestati un giornalista e una professoressa” Inizia così l’articolo firmato da due giornalisti di ‘Repubblica’, Luca Monaco e Andrea Ossino, che raccontano la terribile storia di pornopedofilia, con protagonisti un noto giornalista, arrestato a Roma, e una professoressa , arrestata a Treviso con l’accusa di scambiarsi video e fotografie di minori.
La notizia ha fatto il giro di tutti i giornali, siti Internet, che sottolineano di non aver pubblicato i nomi degli accusati per l’obbligo deontologico dei giornalisti – e più in generale etico – di tutela dell’identità delle vittime minori che, in questo caso, sono anche figlia e nipoti dell’indagata.
Non si dicono i nomi, ma invece si pubblica il profilo professionale dell’uomo “giornalista di 52 anni, ex vicedirettore di un tg nazionale e dirigente della comunicazione di una società statale” per cui si puo’ rintracciarlo senza fatica su internet, come abbiamo fatto noi.
Secondo quanto scritto da Repubblica il giornalista è stato fermato alla stazione Termini, a Roma, di ritorno da un viaggio in treno. Nel telefonino i carabinieri – coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri e dalla pm Maria Perna – hanno trovato foto e video di minorenni. Fra quelle immagini anche quelle della figlia dell’amante e dei nipotini di lei, che hanno 5 e 8 anni, figli del fratello”. Una “elevatissima mole di dati, foto e video dal contenuto sessualmente esplicito. In particolare, nelle chat intercorse tra gli indagati, sono stati rilevati contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due”, rimarcano i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Roma. Entrambi gli accusari sono in custodia cautelare; interrogatori di garanzia previsti la prossima settimana.
L’inchiesta è scattata lo scorso autunno dopo la denuncia dell’ex marito della professoressa, che ha riferito le parole della figlia dodicenne: “Nel pc di mamma ci sono foto di me nuda”. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno condotto audizioni protette della minore e perquisizioni a Treviso e Roma.












