L’osservatorio di Reputation Manager registra una presenza degli executives sui social, con però una minor condivisione di contenuti originali. LinkedIn resta la piattaforma di riferimento, mentre continua a perdere terreno X. Instagram in lenta crescita
Il 78% dei top manager è presente su X, LinkedIn e Instagram, ma solo il 66% di questi pubblica contenuti originali, un dato in diminuzione di sei punti percentuali. LinkedIn resta il canale preferito, mentre ol focus della comunicazione si allarga sempre più dall’azienda d’appartenenza al mercato di riferimento.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento quadrimestrale dell’Osservatorio Social Top Manager di Reputation Manager, che monitora la presenza e l’attività social di oltre 190 executive attivi in Italia.

Nel dettaglio, a gennaio 2026, il 71% ha un account LinkedIn, il 30% è presente su Instagram e il 27% presidia X. “Più di sette manager su dieci sono presenti su LinkedIn, dove sono spesso attivi e il loro seguito è in costante aumento. Al contrario, X ha perso rilevanza: ci sono pochissimi contenuti e ancora meno interazioni, salvo rare eccezioni”, spiega Andrea Barchiesi, fondatore e CEO di Reputation Manager- “Come già osservato nell’ultima edizione dell’Osservatorio, il focus comunicativo dei top manager non si limita più esclusivamente all’azienda d’appartenenza, ma si sta sempre più espandendo verso temi legati al settore di riferimento e alle dinamiche di mercato, segno di una narrazione personale che abbraccia
prospettive più ampie e attuali”.

Si espande la community di LinkedIn
LinkedIn resta il canale preferito: più di sette executive su dieci lo presidiano, annoverando in totale 2,3 milioni di follower.
L’intera Top 20 con i profili più seguiti risulta attiva tra ottobre 2025 e gennaio 2026, con una crescita dei follower in media del 21,1% nel quadrimestre, in accelerazione rispetto al +5,7% registrato a maggio 2025.
Il focus della comunicazione si allarga sempre più dall’azienda d’appartenenza al mercato di riferimento. I contenuti più ricorrenti spaziano da risultati e outlook di business a iniziative internazionali, temi di innovazione e sostenibilità, fino a messaggi più personali e di impatto sociale.
La composizione
Sul fronte dei componenti, a fronte della parte alta della classifica che resta solida (prime quattro posizioni confermate), la Top 10 si arricchisce di un nuovo ingresso e la seconda metà della graduatoria mostra movimenti rilevanti.
Stephan Winkelmann (Lamborghini) difende la prima posizione a quota 483 mila follower (+8,8%), seguito da Luca de Meo (Kering) – primo per engagement con 4,6 mila reazioni medie per post – e Nerio Alessandri di Technogym, che sale a 192 mila follower (+6,5%) e registra un engagement medio stabile a 0,8 mila reazioni per post.
In quarta posizione troviamo ancora Cristina Scocchia, ad di Illycaffè, con 190,7 mila follower (+14,6%) e un engagement medio di 3,8 mila interazioni per post (in crescita rispetto alle 2,8 mila dell’ultimo periodo analizzato dall’osservatorio).
La principale novità è l’ingresso in Top 5 di Antonio Filosa, AD di Stellantis, che debutta al quinto posto con 149,7 mila follower e un engagement medio di 3,9 mila interazioni per contenuto.
In Top 20, Giuseppe Lavazza compie il salto più evidente: dalla 22ª posizione passa alla 12ª, con un seguito quasi raddoppiato rispetto alla rilevazione precedente (+90,2%). Prosegue l’avanzata di Benedetto Vigna, che guadagna tre posizioni al 13°, e Stefano Donnarumma sale di uno all’11°. Giuseppina Di Foggia consolida, infine, l’8ª posizione con una crescita molto marcata (+41,8%).
- Stephan Winkelmann (Lamborghini) – 483,0k
- Luca de Meo (Kering) – 300,9k
- Nerio Alessandri (Technogym) – 192,0k
- Cristina Scocchia (Illycaffè) – 190,7k
- Antonio Filosa (Stellantis) – 149,7k
- Alessandro Benetton (Edizione) – 115,4k
- Andrea Pontremoli (Dallara) – 113,4k
- Giuseppina Di Foggia (Terna) – 108,6k
- Andrea Orcel (Unicredit) – 91,6k
- Claudio Descalzi (Eni) – 64,4k
- Stefano Donnarumma (Ferrovie dello Stato) – 62,6k
- Giuseppe Lavazza (Lavazza) – 53,2k
- Benedetto Vigna (Ferrari) – 49,4k
- Elena Goitini (Bnl Bnp Paribas) – 44,8k
- Pietro Labriola (TIM) – 42,6k
- Francesca Moriani (VAR Group) – 40,7k
- Pierroberto Folgiero (Fincantieri) – 40,5k
- Philippe Donnet (Assicurazioni Generali) – 39,4k
- Luca Dal Fabbro (Iren) – 38,5k
- Maximo Ibarra (Università LUISS) – 38,4k
X in calo, Instagram in crescita
Calano ulteriormente i follower e l’engagement su X. Il seguito della Top 20 sul social di Elon Musk ha registrato nel quadrimestre, una contrazione dell’1,4%, in accelerazione.
X è anche la piattaforma social che registra l’engagement più basso.
Solo sei dei 20 top manager più seguiti risultano attivi tra ottobre 2025 e gennaio 2026 e, non considerando il primo classificato – Aurelio De Laurentiis, con 4,8 mila reazioni medie per post – che stacca il resto della classifica, si rileva un engagement medio pari a meno di una reazione per post. Un dato che, invece, è pari a 1,6 mila su Instagram e 1,4 mila su LinkedIn.
Il calo è trainato soprattutto dall’apice della classifica, mentre nel resto del ranking le variazioni sono più contenute. Anche sul fronte del coinvolgimento, la piattaforma conferma livelli generalmente bassi: quando l’engagement è calcolabile, si resta spesso nell’ordine di poche reazioni per post, con una sola eccezione nettamente dominante.
De Laurentiis in testa
Aurelio De Laurentiis (SSC Napoli) è ancora primo con 704,6 mila follower, in calo del 7,8%, e un engagement medio di 4,8 mila reazioni per post, in lieve contrazione rispetto alle 4,9 mila registrate nel periodo di analisi precedente, ma in netto distacco rispetto al resto della Top 20.
Seconda posizione confermata per Giovanni Malagò (Coni) con 25,9 mila follower (-1,5%) e un’inattività rilevata tra ottobre 2025 e gennaio 2026, mentre, nella precedente, l’engagement – comunque contenuto – era pari a 21 interazioni medie. Si potrebbe rilevare un cambio di tendenza nella prossima rilevazione, che coprirà anche il periodo di svolgimento delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Al terzo posto, resta Paolo Arrigoni con 5,1 mila follower e un engagement medio di sole 2 reazioni per contenuto, in linea con la rilevazione precedente.
In quarta posizione si conferma il CEO di Iliad, Benedetto Levi, con 4,8 mila follower, in lieve calo (-0,6%), e un engagement medio di 2 reazioni per post (erano 15 nel periodo precedente).
La Top 20 X completa (dati aggiornati a gennaio 2026):
- Aurelio De Laurentiis (SSC Napoli) – 704,6k
- Giovanni Malagò (Coni) – 25,9k
- Paolo Arrigoni (GSE) – 5,1k
- Benedetto Levi (Iliad) – 4,8k
- Matteo Lunelli (Cantine Ferrari) – 2,6k
- Marco De Benedetti (Carlyle) – 2,3k
- Fabrizio Di Amato (MAIRE) – 2,2k
- Luca Ferrari (Bending Spoons) – 2,1k
- Sestino Giacomoni (Consap) – 2,1k
- Mariangela Marseglia (Amazon) – 1,7k
- Diego Nepi Molineris (Sport e Salute) – 1,7k
- Luca Dal Fabbro (Iren) – 1,4k
- Yuri Santagostino (CAP Holding) – 0,6k
- Cristiano Cannarsa (Sogei) – 0,6k
- Davide Bordoni (RAM) – 0,5k
- Giorgio Tomassetti (Octopus Energy) – 0,5k
- Guido Grassi Damiani (Damiani) – 0,5k
- Leonardo Bagnoli (Sammontana) – 0,4k
- Enrico Vita (Amplifon) – 51
- Fabrizio Fabbri (Ansaldo Energia) – 12
Instagram in crescita
Trend inverso rispetto a X per Instagram. La fanbase dei 20 manager più seguiti su Instagram continua ad aumentare: cresce del 12,1% rispetto all’ultima rilevazione. La parte alta della classifica resta immutata, mentre i movimenti più evidenti si concentrano nella seconda metà della Top 20.
Elisabetta Franchi (Betty Blue) si conferma prima con 3,3 milioni di follower (-0,1%) e un engagement medio di 1,9 mila reazioni per post (in calo rispetto a 2,1 mila).
Seconda posizione stabile per Brunello Cucinelli con 581,2 mila follower, in espansione del 10,6%, e un engagement medio di 4,8 mila interazioni medie per post (in diminuzione rispetto alle 8,8 mila dell’ultima edizione).
Resta terzo Renzo Rosso (OTB), che arriva a 236 mila follower (+5,9%) e registra un engagement medio di 2,1 mila reazioni per contenuto (-1,5 mila).
In quarta posizione Margherita Maccapani Missoni con 211,8 mila follower (+1,7k; +0,8%) e un engagement medio di 1000 interazioni per post, in calo del 50%.
Chiude la Top 5 Alessandro Benetton (Edizione) con 111,4 mila follower, in crescita del 6,4%, e un engagement medio a quota 3 mila (in lieve aumento rispetto alle 2,9 mila precedenti).
Fuori dalla Top 5, la crescita follower più marcata è quella di Andrea Pontremoli (Dallara), che quasi raddoppia la fanbase – in espansione del 91,5% – salendo al 12° posto nonostante l’inattività.
In salita anche Leonardo Bagnoli (Sammontana), che entra il Top 20 al 17° posto, vedendo crescere i suoi follower del 68,5%.
Per engagement, spicca Giovanni Malagò (Coni) – decimo – che registra 5,9 mila interazioni medie per post. A contribuire sono le attività verso le Olimpiadi di Milano-Cortina.
a Top 20 Instagram completa (dati aggiornati a gennaio 2026):
Top 20 su Instagram
- Elisabetta Franchi (Betty Blue) – 3,3M
- Brunello Cucinelli (Brunello Cucinelli) – 581,2k
- Renzo Rosso (OTB) – 236,0k
- Margherita Maccapani Missoni (Missoni) – 211,8k
- Alessandro Benetton (Edizione) – 111,4k
- Remo Ruffini (Moncler) – 104,1k
- Matteo Lunelli (Cantine Ferrari) – 56,6k
- Nerio Alessandri (Technogym) – 49,2k
- Cristina Scocchia (Illycaffè) – 47,7k
- Giovanni Malagò (Coni) – 42,9k
- Urbano Cairo (Cairo Communication) – 40,4k
- Andrea Pontremoli (Dallara) – 26,9k
- Pasqualino Monti (Enav) – 15,3k
- Raffaele Carlino (Carpisa / Napoli Femminile) – 8,9k
- Luigi Cantamessa (Treni Turistici Italiani) – 8,7k
- Guido Grassi Damiani (Damiani) – 8,3k
- Leonardo Bagnoli (Sammontana) – 6,0k
- Federico Grom (Grom) – 5,4k
- Sestino Giacomoni (Consap) – 4,9k
- Marco De Benedetti (Carlyle) – 3,9k
Diminuiscono i contenuti originali e aumentano i manager inattivi
L’osservatorio Social Top Manager ha sviluppato un modello a piramide a 10 livelli per spiegare la comunicazione social dei top manager. Tra i dati che incidono sul posizionamento nelle diverse categorie, i temi trattati, la frequenza di pubblicazione, il numero di follower e le interazioni generate con la propria attività di comunicazione.
L’analisi, condotta su un paniere di oltre 200 executive, mostra che, a gennaio 2026, diminuiscono i top manager assenti dai social (Asocial): sono il 22% del totale, una percentuale in calo di due punti rispetto alla rilevazione di maggio 2025.
Con riferimento ai top manager presenti sulle piattaforme in analisi, nel quadrimestre ottobre 2025-gennaio 2026, aumentano però gli Inactive, che passano dal 12 al 16%.
Diminuiscono di due punti percentuali (8%), invece, i top manager che limitano la propria attività sui social alla semplice reazione ai contenuti altrui attraverso like e commenti (Reactive), a favore della categoria degli Sharer, che aggiungono un’attività di condivisione (+2, a quota 8%).
All’aumento degli inattivi nel quadrimestre, corrisponde una contrazione degli Editor – i primi executive nella piramide evolutiva della comunicazione social a pubblicare contenuti originali –, i quali scendono di 11 punti percentuali (dal 19 all’8%). In compenso, guadagnano terreno gli Interactive (+4 al 26%), manager in grado di suscitare, con i contenuti pubblicati, un interesse consistente e costante tra i loro follower.
In generale, diminuiscono di 6 punti percentuali i top manager che pubblicano contenuti originali (dal 72 al 66%).

Continua poi l’evoluzione tematica degli executive più attivi e seguiti. I Brand Ambassador, che optano per una comunicazione focalizzata sulle notizie e i risultati delle rispettive aziende, perdono 4 punti percentuali e scendono all’8%, mentre ne guadagnano 5 e salgono al 23% i Market Ambassador, i quali, invece, espandono la propria comunicazione trattando delle dinamiche di settore e delle sfide legate al mercato di appartenenza.
Stabili all’1%, come nelle scorse rilevazioni, i top manager che rappresentano l’Italia in contesti internazionali, i Country Ambassador. Anche a gennaio 2026, non sono presenti World Leader, executive che rappresentano un punto di riferimento per la società nel suo complesso a livello globale.
L’ultimo step nella piramide evolutiva della comunicazione social non è ancora stato raggiunto dai top manager in analisi.


















