Mark Zuckerberg (Foto LaPresse)

Meta prepara piano di licenziamenti su larga scala mentre intensifica gli investimenti AI

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Meta Platforms starebbe valutando un piano di licenziamenti su larga scala che potrebbe coinvolgere fino al 20% dei dipendenti, nell’ambito di una strategia volta a compensare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e migliorare l’efficienza interna grazie all’automazione.

Secondo quanto riportato da un’esclusiva di Reuters che cita tre fonti vicine al dossier, la società non avrebbe ancora fissato una data per i tagli e l’entità definitiva delle riduzioni non sarebbe stata formalmente stabilita. Tuttavia, i vertici dell’azienda avrebbero già informato alcuni dirigenti senior chiedendo di iniziare a pianificare come ridurre gli organici.

Un portavoce di Meta, Andy Stone, ha definito le indiscrezioni «report speculativi su approcci teorici», senza confermare direttamente l’ipotesi di nuovi licenziamenti.

Se la riduzione arrivasse davvero al 20% del personale, si tratterebbe del più grande piano di tagli dalla ristrutturazione avviata tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, periodo che l’azienda guidata da Mark Zuckerberg aveva definito “anno dell’efficienza”. A fine dicembre Meta contava circa 79 mila dipendenti.

Negli ultimi anni il gruppo ha già effettuato importanti riduzioni del personale: nel novembre 2022 sono stati licenziati circa 11 mila dipendenti, pari al 13% della forza lavoro, mentre pochi mesi dopo l’azienda ha annunciato ulteriori 10 mila tagli.

La corsa di Meta all’intelligenza artificiale

Il possibile nuovo piano di riduzione del personale si inserisce nella strategia di Meta per rafforzare la propria posizione nella corsa globale all’intelligenza artificiale generativa. Negli ultimi mesi l’azienda ha offerto compensi molto elevati – in alcuni casi centinaia di milioni di dollari su quattro anni – per attirare ricercatori di primo piano in un nuovo team dedicato alla cosiddetta “superintelligenza”.

Il gruppo ha inoltre annunciato investimenti fino a 600 miliardi di dollari entro il 2028 per costruire infrastrutture e data center destinati all’AI. Parallelamente Meta ha accelerato anche sul fronte delle acquisizioni tecnologiche, comprando la piattaforma social per agenti AI Moltbook e investendo almeno 2 miliardi di dollari nella startup cinese Manus.

Secondo Zuckerberg, i progressi dell’AI stanno già trasformando il modo in cui vengono sviluppati i prodotti tecnologici. A gennaio il CEO ha spiegato che progetti che un tempo richiedevano grandi team oggi possono essere completati da una sola persona altamente qualificata.

Un trend che coinvolge tutta la Silicon Valley

Il possibile piano di Meta riflette una tendenza più ampia tra le grandi aziende tecnologiche statunitensi, sempre più orientate a ridurre gli organici mentre aumentano gli investimenti in intelligenza artificiale.

Nel 2026 anche Amazon ha confermato circa 16 mila tagli, mentre la fintech Block ha ridotto quasi la metà del personale, con il fondatore Jack Dorsey che ha indicato esplicitamente l’evoluzione degli strumenti di AI come uno dei motivi della riorganizzazione.

Le difficoltà sui modelli di AI

Gli investimenti di Meta arrivano dopo alcune difficoltà registrate lo scorso anno con i modelli della famiglia Llama 4, criticati per risultati ritenuti fuorvianti nei benchmark iniziali. L’azienda ha inoltre rinunciato al rilascio della versione più grande del modello, chiamata Behemoth.

Il nuovo team dedicato alla superintelligenza sta ora lavorando a un modello denominato Avocado, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dell’azienda nel settore dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, secondo le indiscrezioni, anche le prime prestazioni del sistema non avrebbero ancora raggiunto le aspettative interne.