Brendan Carr (foto Ansa)

Revoca licenze per chi diffonde fake news. La minaccia della Fcc americana a radio e tv

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Partendo dall’ennesimo attacco social contro i media di Trump, il presidente dell’agenzia che sovrintende sul settore radio-televisivo Usa, ha minacciato interventi interventi e chiesto alle emittenti di cambiare rotta per recuperare “credibilità”

Brendan Carr, il presidente della Federal communications commission (Fcc), l’agenzia Usa che sovrintende sul settore radio-televisivo, ha minacciato la revoca delle licenze di trasmissione.
A innescare il suo internvento le critiche del presidente Donald Trump sulla copertura mediatica offerta dalle reti di informazione riguardo alla guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran.

Il post su X

“Le emittenti che diffondono bufale e distorsioni delle notizie – note anche come ‘fake news’ – hanno ora l’opportunità di correggere la rotta prima che giunga il momento del rinnovo delle loro licenze”, ha scritto Carr in un post su X.

“La legge è chiara: le emittenti devono operare nell’interesse pubblico e perderanno le loro licenze qualora non lo facciano”, ha aggiunto il presidente della Fcc, senza nominare reti specifiche.
Allegata la foto del post di Trump su Truth, sui cinque aerei cisterna americani presenti in Arabia Saudita in cui accusa New York Times, Wall Street Journal e “altri “giornali” e media di infimo livello”, di volere una sconfitta americana sul campo.

L’invito del presidente della Fcc ai network è di “cambiare rotta”, un passaggio che è “nel loro stesso interesse commerciale, dato che la fiducia nei media tradizionali è ormai crollata a un minimo storico di appena il 9% e gli indici d’ascolto sono un disastro”. Pertanto, “è fondamentale restituire credibilità ai media, i quali si sono ormai guadagnati l’etichetta di “fake news. È tempo di cambiare!”.

Trump entusiasta

Trump non poteva che rilanciare l’intervento del capo della Federal Communications Commission. “Sono davvero entusiasta di vedere che Brendan Carr stia passando al vaglio le licenze di alcune di queste organizzazioni ‘giornalistiche’ corrotte e profondamente antipatriottiche”, ha attaccato via Truth, accusando i media di aver travisato gli ultimi sviluppi del conflitto e di aver diffuso quella che ha definito come una “disinformazione iraniana”.
“Ricevono miliardi di dollari in frequenze aeree americane gratuite e le usano per perpetuare menzogne, sia nei notiziari che in quasi tutti i loro programmi, inclusi gli ‘idioti della seconda serata’, che percepiscono stipendi colossali a fronte di ascolti orribili e non vengono mai – come ero solito dire in The Apprentice – licenziati”.