Il report annuale Ue certifica la crescita di tentativi di manipolazioni e ingerenze dall’esterno. Da Mosca e Pechino arrivano la maggior parte delle minacce che corrono soprattutto su X e app di messaggistica. E l’Italia figura nella tp15 dei paesi più colpiti
Nel 2025 il Servizio di Azione Esterna ha rilevato 540 incidenti a livello mondiale. Come negli anni precedenti, l’Ucraina è rimasta l’obiettivo principale, seguita da Francia, Moldavia e Germania.
E’ quanto emerge dal report annuale Ue sulle interferenze e la manipolazioni dell’informazione dall’esterno (Fimi).
Secondo il report, nella top 15 dei paesi più colpiti c’è anche l’Italia, insieme a Spagna, Romania, Belgio, Gran Bretagna.
Russia e Cina in prima linea
Secondo i numeri, il trend delle minacce è “in espansione”. Il 29% degli incidenti è stato attribuito alla Russia, mentre il 6% era collegato alla Cina. In rare occasioni, poi ci sarebbe stata una azione congiunta .
Il 65% di tutti gli incidenti registrati rimane non attribuito, ma – rimarca il rapporto – presenta indicatori di coordinamento con risorse Fimi collegate a infrastrutture attribuite alla Russia o alla Cina”.
Il testo spiega come “10.500 canali sono stati coinvolti negli episodi di Fimi individuati, che andavano da siti web di notizie false ad account sui social media o blog, dando luogo ad attività multipiattaforma e a un coordinamento tra diverse risorse dell’ecosistema Fimi”.
Sono stati registrati complessivamente circa “43000 elementi osservabili (contenuti quali testi, file audio e video)” legati a interferenze e manipolazione su 19 diverse piattaforme distinte.
Social e app di messaggistica i canali privilegiati
I social media e le piattaforme di messaggistica rimangono il mezzo più conveniente per raggiungere un vasto pubblico in tutto il mondo.
La maggior parte degli episodi Fimi riguarda contenuti ripubblicati da più account su varie piattaforme.
L’obiettivo è permeare lo spazio informativo per ampliare la visibilità e la credibilità percepita dei contenuti, rivolgendosi al contempo a un pubblico specifico sulla base di fattori socio demografici e geografici. Ad esempio, molti casi rivolti all’Ucraina e all’Europa orientale si riscontrano su Telegram, una delle piattaforme di messaggistica più popolari in quest’area.
Analogamente alle tendenze precedenti, l’88% dei casi si è concentrato sulla piattaforma X.
Il 36% delle minacce ha riguardato contenuti politici, il 22% la sicurezza militare, il 23% i media, l’8% le organizzazioni non governative.











