L’imprenditore punta a sviluppare una testata snella e agile sfruttando pubblico e talenti in uscita da un’istituzione del giornalismo americano.
I recenti licenziamenti massicci al Washington Post aprono spazi inattesi nel panorama dei media americani, di cui Robert Allbritton, imprenditore miliardario e già fondatore di Politico, intende approfittare per rafforzare la sua testata digitale Notus assumendo giornalisti di primo piano usciti dal quotidiano di Bezos.
Allbritton, pur definendo “dolorosa” la scelta del Post di licenziare un terzo della redazione a inizio febbraio, riconosce il valore strategico della situazione: “Quando si presenta un’opportunità, devi decidere se aprire la porta oppure no. Se capita un’occasione del genere, dovresti andare avanti, vedere cosa puoi farne e coglierla al massimo, perché non succede spesso”.
Chi è Allbritton
Classe 1968, figlio del banchiere e imprenditore Joe L. Allbritton, Robert Allbritton è una figura importante nel giornalismo politico statunitense. Nel 2006 ha fondato Politico insieme ai giornalisti Jim VandeHei e John F. Harris, facendone uno dei principali media dedicati alla politica americana, che ha poi venduto nel 2021 al gruppo Axel Springer per oltre un miliardo di dollari. Nel 2023 ha creato l’Allbritton Journalism Institute, organizzazione non profit che forma giovani reporter attraverso programmi di alata formazione con borse di studio.
Oggi l’imprenditore guida Notus (acronimo di News of The United States), piattaforma digitale focalizzata su politica federale e dinamiche di potere a Washington, da lui fondata nel 2024.
Nuove assunzioni e piano di crescita
Notus ha già annunciato l’ingresso di firme di peso provenienti dal Washington Post, tra cui Dana Milbank, noto editorialista politico del quotidiano e saggista, Paul Kane, reporter del Congresso, e Jeff Stein, capo corrispondente economico. Stando a quanto riportato dal Guardian, la redazione attuale di circa 50 persone raddoppierà entro la fine del 2026 approfittando dei tagli al Post che rendono reclutabili giornalisti difficilmente accessibili in passato.
Il neo assunto Milbank ha sottolineato anche il cambio di contesto editoriale, con un riferimento implicito alla proprietà di Jeff Bezos: “Per me, questa è un’occasione irresistibile sia per creare la testata locale di cui l’area di Washington ha bisogno, sia per costruire un’organizzazione giornalistica nazionale agile e senza paura”.
Il progetto del prodotto
Allbritton non intende replicare il modello del Washington Post, ma coprire gli interessi della comunità politica e istituzionale della capitale, con particolare attenzione al governo federale e ai settori che gravitano attorno ad esso. “Non vogliamo essere il Washington Post, ma penso che ci sia spazio per il giornalismo e la missione del Post senza molti dei costi ereditati da quando era un’organizzazione basata sulla carta stampata, costi che oggi non sono più necessari”.
Perché non intende comprare il Post
Nonostante le difficoltà del quotidiano e le voci, riportate dal Guardian, su sette possibili offerte di acquisto, Allbritton esclude un suo coinvolgimento diretto “Non c’è alcuna possibilità che lo faccia”, ha spiegato. “Perché, guardando la situazione, hanno appena tagliato un terzo della redazione. E non mi sorprenderebbe se arrivassero altri tagli. Sono in una posizione strana: non possono davvero crescere aumentando i ricavi, ma nemmeno uscire dai problemi solo tagliando. E questo mi preoccupa”.
Foto (YouTube): Robert Allbritton












