Matera

Matera capitale mediterranea della cultura 2026, al centro di un dialogo geopolitico e culturale che l’UE considera strategico

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Dopo essere stata Capitale Europea della Cultura nel 2019, Matera ottiene un secondo riconoscimento internazionale: per tutto il 2026 sarà Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, titolo condiviso con Tetouan, in Marocco, e assegnato congiuntamente dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh.


Matera viene scelta come nodo di una rete culturale che abbraccia quarantatré paesi affacciati sul Mediterraneo — un bacino di 900 milioni di persone, crocevia storico tra Europa, Africa e Medio Oriente.
“Oggi è una splendida giornata per Matera e per l’Italia”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenendo in collegamento alla cerimonia d’inaugurazione. “La Città dei Sassi assume un titolo profondamente strategico: diventa la Capitale della collaborazione culturale tra le comunità della koinè mediterranea, di quest’area del mondo legata da millenni di relazioni e scambi, vitale per il presente e il futuro della nostra Nazione”.


Essere designata capitale di questo spazio significa posizionare una città di 60mila abitanti nel cuore della Basilicata — e del Mezzogiorno — al centro di un dialogo geopolitico e culturale che l’Unione Europea considera prioritario, come dimostra la presenza alla cerimonia del vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto e della commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica.


Le risorse messe in campo danno la misura dell’impegno istituzionale. Il Ministero della Cultura ha stanziato 4 milioni di euro attraverso la Manovra 2026, a cui si aggiungono 3 milioni garantiti dalla Regione Basilicata e 1 milione dal Comune — per una dotazione complessiva di partenza di 8 milioni di euro. Il sindaco Antonio Nicoletti punta a risorse ulteriori dal Ministero del Turismo, mentre in Parlamento era stato proposto un emendamento per un sostegno triennale fino a 23 milioni. La sola cerimonia inaugurale del 20 marzo è costata oltre 540mila euro, con uno spettacolo laser e un drone show sopra i Sassi.


Il soggetto attuatore è la Fondazione Matera Basilicata 2019, già responsabile della Capitale Europea. Il modello ripete quello collaudato sette anni fa: un bando pubblico per coinvolgere associazioni e operatori locali nella costruzione del palinsesto, con i cittadini stessi come autori attivi dell’anno da Capitale.


Il programma ‘Terre Immerse’ — il nome richiama l’etimologia stessa di Matera — estende l’ambizione della nomina alle aree interne, quelle che non si affacciano direttamente sul mare ma appartengono alla stessa identità culturale mediterranea. È una scelta che parla anche di un’Italia che prova a valorizzare i propri margini geografici come risorse, non come periferie.


Il confronto con il 2019, la nomina capitale della cultura, è inevitabile: allora fu un riconoscimento europeo, adesso è mediterraneo — più ampio per geografie coinvolte, più complesso per le differenze da gestire con un programma concreto di relazioni, scambi e presenza internazionale duratura.