L’offerta da 10,8 miliardi tra cash e azioni punta a creare un grande gruppo che combinerà settori finanziari-assicurativi e telecomunicazioni, logistica e servizi digitali. Del Fante: “pensavamo da anni a una combination ma il debito era troppo alto”
Poste Italiane lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria (Opas) su Telecom Italia (Tim) per 10,8 miliardi di euro. Lo rende noto il gruppo Poste Italiane in un comunicato. Per ciascuna azione oggetto dell’offerta portata in adesione all’offerta, Poste, si legge nella nota di ieri sera, “offrirà un corrispettivo complessivo unitario rappresentato dalle seguenti componenti: una componente in denaro pari a 0,167 euro e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione. Pertanto, per ogni 5.000 Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte 109 azioni ordinarie dell’Offerente di nuova emissione e 835,00 euro. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni dell’Offerente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (ultimo giorno di borsa aperta antecedente alla data della presente Comunicazione) pari a Euro 21,4621 (il “Prezzo di Riferimento Poste”), il Corrispettivoesprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione dell’Emittente (il ‘Prezzo di Riferimento Tim’) e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni dell’Emittente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (pari a 0,5832 euro).
Tenuto conto che Poste ha annunciato al mercato in data 26 febbraio 2026 che sarà sottoposta all’approvazione dei soci la distribuzione di un saldo del dividendo per l’esercizio 2025 pari 0,85 euro per ciascuna azione di Poste in circolazione, il Corrispettivo è da intendersi ex Saldo Dividendo Poste, in quanto si ipotizza che l’assemblea dei soci di Poste, prima della Data di Pagamento, approvi la distribuzione di detto Saldo Dividendo Poste. A tale proposito, si precisa che, come comunicato al mercato in data 26 febbraio 2026, ove approvato dall’assemblea dei soci, lo stacco della cedola del Saldo Dividendo Poste avverrà in data 22 giugno 2026 con pagamento il 24 giugno 2026.
Se tutte le Azioni Oggetto dell’Offerta alla data della presente Comunicazione dovessero essere portate in adesione, agli azionisti dell’Emittente, si legge nella nota, “saranno consegnate complessivamente massime 371.986.879 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste in esecuzione dell’Aumento di Capitale a Servizio dell’Offerta, che, alla data di pagamento del Corrispettivo, rappresenteranno il 22,17% del capitale sociale di Poste e sarà corrisposto un ammontare complessivo in denaro pari a 2.849.624.254,93 euro. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni dell’Offerente rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026 (ultimo giorno di borsa aperta anteriore alla data della presente Comunicazione) pari a 21,4628 euro, il controvalore complessivo massimo dell’Offerta, sempre in caso di integrale adesione delle Azioni Oggetto dell’Offerta emesse e in circolazione alla data della presente Comunicazione, sarà di circa 10.833.217.807,07 euro, importo, quest’ultimo, pari alla somma tra la valorizzazione “monetaria” complessiva massima della Componente in Azioni (7.983.593.552,14 euro) e la Componente in Denaro complessiva massima (2.849.624.254,93 euro)”.
Il Cda di Poste ha deliberato oggi (ieri per chi legge, NDR) “di sottoporre all’assemblea straordinaria dei soci dell’Offerente – convocandola per il 18 giugno 2026 – la proposta di delegare all’organo amministrativo di Poste, l’aumento del capitale sociale dell’Offerente a servizio dell’Offerta, in via scindibile e anche in più tranches, da liberarsi mediante (e a fronte del) conferimento in natura delle Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione all’Offerta (o comunque conferite in Poste in esecuzione dell’obbligo di acquisto e/o diritto di acquisto ai sensi degli artt. 108 e 111, del Tuf, ove ne ricorrano i presupposti), e dunque con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, comma 4, cod. civ. (l’“Aumento di Capitale al Servizio dell’Offerta”). Le azioni di Poste di nuova emissione avranno godimento regolare e le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione”.
Il periodo di adesione all’Offerta sarà concordato con Borsa Italiana e avrà una durata compresa tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di borsa aperta, salvo proroga – sarà avviato successivamente alla data di pubblicazione del Documento di Offerta, in conformità alle previsioni di legge.

Poste, dopo Opas verso delisting
“Al fine di favorire un più efficace processo di integrazione delle rispettive attività e il conseguimento degli obiettivi industriali e strategici sottesi all’Operazione, l’Offerta è finalizzata ad acquisire l’intero capitale sociale dell’Emittente e, conseguentemente, a conseguire la revoca della quotazione delle azioni dell’Emittente su Euronext Milan (il “Delisting”) nel contesto dell’Offerta”. Lo rende noto Poste Italiane nel comunicato in cui annuncia l’Opas totalitaria su Tim che ritiene appunto “che il Delisting favorisca gli obiettivi di integrazione, creazione di sinergie e crescita tra Poste e Tim”.
“Pertanto – al verificarsi dei relativi presupposti – l’Offerente non intende ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni dell’Emittente. Non è intenzione dell’Offerente procedere ad una fusione con l’Emittente al fine di preservare l’avviamento operativo dell’Emittente nei settori specifici di riferimento”, sottolinea Poste.
Tim: cda per avvio processo valutazione offerta
“Tim prende atto dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria lanciata questa sera da Poste Italiane sul gruppo e precisa che domani (oggi per chi legge. NDR) si riunirà il Consiglio di amministrazione per arrivare il rpcoesso di valutazione dell’offerta”. Lo afferma un portavoce di Tim dopo che Poste Italiane ha lanciato un’Opas totalitaria su Tim.
Poste, ricavi aggregati gruppo combinato a 26,9 mld, ebit aggregato di 4,8 mld e 150 mila dipendenti
Il gruppo che nascerebbe al termine dell’Ops di Poste Italiane su Tim sotto il profilo industriale e strategico “consentirebbe la creazione di un gruppo integrato con posizioni di leadership nei principali settori di attività in cui è presente, facendo leva sulla complementarità degli asset industriali, delle competenze tecnologiche e della base clienti delle società coinvolte. Inserita nel Gruppo Poste, Tim rappresenterebbe un acceleratore per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e delle imprese italiane. Il gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività, servizi finanziari, assicurativi e di logistica, con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato proforma pari a circa 4,8 miliardi di euro e con un numero di dipendenti superiore a 150 mila”. Lo rende noto il gruppo Poste che oggi ha lanciato l’Opas su Tim.
“La rilevante scala operativa, unita alla capillarità della rete distributiva e alla profondità della relazione con la clientela – sottolinea Poste Italiane-, rappresenterebbe un elemento distintivo a supporto della crescita e dell’efficacia commerciale del gruppo. In sintesi, si tratterebbe di un’accelerazione da parte dell’Offerente del suo ormai consolidato percorso di creazione di un’efficiente piattaforma di distribuzione che attraverso la capacità di cross-selling continuerà ad aumentare la propria leva operativa ed espansione del margine operativo. La combinazione delle due realtà consentirebbe inoltre di ottimizzare e razionalizzare gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione, attraverso una gestione congiunta degli IT spending e delle piattaforme, con significativi benefici in termini di efficienza, time-to-market e capacità di investimento in tecnologia”.
Diventa evidente come un investimento infrastrutturale solido e strategico, sottolinea Poste Italiane, “rappresenti un elemento imprescindibile per sostenere la trasformazione digitale del Paese. La sovranità tecnologica e la piena transizione verso l’Ai richiedono infatti la presenza di un attore di riferimento, capace non solo di governare le evoluzioni interne, ma anche di supportare l’intero ecosistema nazionale in un momento di cambiamento profondo. In questo senso, Poste Italiane si trova nella condizione ideale per assumere questo ruolo costruendo, da un lato, un’organizzazione moderna e Ai-driven al proprio interno e, dall’altro lato, mettendo questa capacità a disposizione del tessuto produttivo, in particolare delle Piccole e Medie Imprese, che oggi presentano un’adozione dell’AI ancora limitata. L’obiettivo è offrire un punto di accesso a infrastrutture”.
L’obiettivo, sottolinea Poste Italane, “è offrire un punto di accesso a infrastrutture avanzate e competenze specialistiche che altrimenti risulterebbero inaccessibili per una parte significativa del sistema economico. Si tratta di un passaggio necessario considerando che l’Italia oggi si colloca in una posizione intermedia rispetto agli altri principali Paesi europei per livello di investimenti in AI, con un ecosistema di startup ancora sottodimensionato. Colmare questo divario è possibile, ma richiede che attori come Poste Italiane assumano, come già verificatosi in precedenti casi, un ruolo di abilitatore per l’intero sistema e non solo di trasformazione interna”.
Inoltre si aggiunge la presenza a livello internazionale, in particolare nel mercato brasiliano delle telecomunicazioni, caratterizzato da elevata redditività e significativa generazione di cassa. “Attualmente, il mercato brasiliano – osserva Poste Italiane – rappresenta un pilastro strategico rilevante per l’Emittente, e in tale mercato l’Emittente vanta un posizionamento competitivo solido e sostenibile, supportato da asset infrastrutturali di elevata qualità e da una base clienti ampia e in crescita. La presenza nel Paese è caratterizzata da favorevoli dinamiche di mercato, con un contesto competitivo più razionale e un significativo potenziale di sviluppo nei servizi dati e digitali. In tale ambito, l’Emittente ha dimostrato una comprovata capacità di esecuzione industriale e commerciale, traducendosi in una crescita profittevole e in una robusta generazione di cassa, contribuendo in misura rilevante alla creazione di valore complessiva del gruppo”.
Un elemento centrale del razionale industriale dell’Operazione, sottolinea Poste Italiane, “è rappresentato dalla piattaforma distributiva nazionale dell’Offerente a valle del perfezionamento dell’Offerta, che combinerebbe una rete fisica estremamente capillare – costituita da quasi 13.000 uffici postali, gli oltre 4.000 punti vendita Tim e una rete di oltre 49.000 partner terzi – con una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi, facendo leva sull’App “P” di Poste, leader di mercato con oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri, concepita come piattaforma scalabile per l’integrazione rapida di nuovi prodotti e servizi, inclusi quelli di telecomunicazione di cui Tim diventerà unica fabbrica prodotto”.
Del Fante: pensavamo da tempo a una combination ma debito di Tim era troppo alto
“Pensavamo già da anni a una combination ma il debito era troppo alto”, così l’ad di Poste Matteo Del Fante ha commentato la mossa sulla telco.
“Tim è il partner ideale per accelerare la crescita futura della piattaforma e il culmine del nostro percorso di 9 anni”, ha aggiunto. “La combinazione, ha rimarcato, crea un valore significativo per tutti gli azionisti attraverso ricavi incrementali e risparmi di costo chiaramente identificabili, maggiore scala e leva operativa, un mix di business diversificato, resiliente e generatore di cassa”.












