Il 27 marzo scatta la prima giornata di sciopero dei giornalisti per il rinnovo del contratto

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Tutto pronto per il nuovo stop all’informazione il 27 marzo – cui seguirà quello del 16 aprile – per ribadire l’urgente necessità del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro, una protesta che va avanti ormai da anni.

L’Associazione lombarda dei Giornalisti aderisce allo sciopero indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa contro gli editori che, dopo oltre 10 anni, continuano a non voler discutere seriamente di un adeguamento normativo ed economico del contratto di lavoro.

Malgrado le loro continue richieste di “sacrifici” sia in termini di diritti che di condizioni lavorative in cambio di una manciata di spiccioli, continuano a pretendere dai giornalisti senza tenere in alcun conto i diritti e le retribuzioni mai degne della professione.

«Diritti, tutele e soldi. Ma soprattutto dignità per i giovani colleghi. È quello che chiedono i giornalisti scioperando, di nuovo, a sostegno del nuovo contratto nazionale di lavoro, fermo da oltre 10 anni – dice Paolo Perucchini, Presidente dell’Associazione lombarda dei Giornalisti -. Basta sfruttare le nuove generazioni di cronisti: dobbiamo garantire loro lavoro e un vero futuro. Gli editori investano nella qualità, a partire da chi lavora nei loro media».

Di seguito il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa che proclama gli scioperi e la manifestazione nazionale di categoria.


Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato altre due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta).  Il primo aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann.  Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale.  Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione“.

Il ritrovo sarà in Largo La Foppa – Milano – (M2 Moscova) dalle ore 11