Il referendum in edicola tra chi gongola e chi mastica amaro

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I quotidiani raccontano l’esito del voto referendario concentrandosi su numeri e significato politico. Non manca il richiamo – più o meno polemico e velenoso – sul ruolo delle toghe. Preferiti grafici e cartine alle foto, principalmente delle piazze in festa

Esito referendario assoluto protagonista delle prime pagine dei quotidiani in edicola oggi.
I dati definitivi parlano di affluenza che supera le attese e che sfiora il 59% (58,93%), con i No al 53,7% e i Si che si sono fermati al 46,3%.

Alle analisi più o meno approfondite dei numeri – spacchettati per fasce d’età, con una netta contrarietà tra i più giovani, e distribuzione geografica in tutta la penisola -, si affianca la lettura politica dei risultati. A una maggioranza che fa quadrato attorno all’esecutivo, con Giorgia Meloni e una maggioranza che blindano l’esecutivo e chiudono alle dimissioni, risponde un centro sinistra esultante che torna a ragionare seriamente sul campo largo e la sua eventuale leadership, aprendo quasi di fatto la strada a una lunga campagna elettorale in vista delle elezioni del 2027. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una maggioranza alternativa, Giuseppe Conte, presidente dei 5Stelle parla di un “avviso di sfratto al governo” e accenna alle primarie per il campo largo. Più netti dalle file di Avs, con la richiesta di dimissioni.
Spazio anche all’esultanza dei magistrati schierati per il No, con toni critici dai giornali del gruppo Angelucci e da La Verità.

Interessante anche le immagini scelte dai vari quotidiani: poche foto, e spesso riservate alle altre notizie che corredano le aperture, per lasciare spazio a carte e grafici o a disegni.
Ecco una carrellata dei principali quotidiani.

Numeri e valore politico

“L’onda del no” titola il Corriere della Sera, che nel sommario aggiunge una prima analisi del voto, con un focus sulla posizione diversa del Nord Est, favorevole alla riforma, e l’indicazione di Napoli come la città in cui il No ha trionfato in proporzione maggiore. Riprese le parole di Meloni sulla sconfitta, con un accenno all’esultanza del centro sinistra, il quotidiano parla di “caso” sulla festa delle toghe.
Un “No” che occupa la parte centrale della prima pagina la scelta di Repubblica che nel resto del titolo parla di bocciatura per Meloni e Nordio. Da segnalare, sul quotidiano diretto da Mario Orfeo, anche l’intervista alla segretaria Pd Schein che accusa il governo di “non ascoltare il paese”, e segnala come esista una alternativa a questa maggioranza.
Intervista a Schlein anche sulla Stampa, che sceglie come titolo “il No gela Meloni” e segnala il peso degli under 30 nel voto. Il quotidiano torinese riserva lo spazio dell’occhiello alle tematiche inerenti alla magistratura, con il richiamo all’esultanza delle toghe e alla scelta di Parodi di dimettersi dal ruolo di segretario dell’Anm.

Un richiamo ai giovani anche nel sommario scelto dal Messaggero che parla di “vittoria netta del no” e attribuisce un ruolo nell’esito anche ai “dissidenti del centrodestra”. Il quotidiano segnala anche la delusion di Forza Italia, e “l’addio” al sogno del suo fondatore Silvio Berlusconi.

Il Sole 24 Ore dedica al referendum il taglio alto della sua prima pagina, citando le parole di Meloni “occasione persa, ma andiamo avanti”.
“Molti più no che sì”, titola Avvenire che segnala lo scarto di voti con due milioni di preferenze in più per i contrari e accenna al ruolo di giovani e Sud.

‘L’Italia dice no’ il titolo del ‘Resto del Carlino’ riassumento nel sommario poi tutti i temi principali, con l’analisi del voto, la posizione di Meloni e la sinistra che apre al campo largo.
Impostazione simile per i titoli de Il Mattino e de L’Unione Sarda, con sommario con richiamo alle posizioni dei protagonisti politici.

Prima sconfitta per Meloni

Cita l’inno di Mameli il Fatto quotidiano che titola ‘L’Italia s’è desta’ scegliendo un’immagine che racconta le feste in piazza per l’esito del voto, risultato della mobilitazione della maggioranza silenziosa. Oltre a Pd, 5S e Avs, il giornale cita anche la presenza in piazza della Cgil. Nella fascia sottostante l’accenno ai timori di Meloni – alla sua prima sconfitta – sul ruolo di FI e Lega e il richiamo a Marina Berlusconi che attribuisce la sconfitta a FdI.
“Un miracolo italiano” scrive il Domani, con un disegno che rappresenta matite colorate attorno alla Costituzione coperta dal tricolore. Il quotidiano parla di una storica sconfitta per la premier, e antepone all’esultanza dell’opposizione un risultato che definisce una “vittoria per il paese”.

Usa il ‘Si’ il Manifesto ma con un accenno ai festeggiamenti in piazza post risultati. Il quotidiano parla di una sconfitta pesantissima per il Governo, di Meloni “azzoppata”, ma con il riferimento alla necessità di riformare la giustizia e ricostruire il centro sinistra.

Toghe protagoniste

Toni duri e critici sul voto da parte dei quotidiani del gruppo Angelucci e della Verità, vicini alle posizioni del Governo. “
Così proprio no” titola il Giornale che nel sommario parla di “addio alla riforma della giustizia” e, focalizzandosi sulla reazione della sinistra “che getta la maschera e già parla di elezioni”. Sulla premier, si sottolinea il suo “primo stop” e le si riconosce il merito di “averci messo la faccia”.

“L’ingiustizia è uguale per tutti” titola Libero, che nell’occhiello parla della sopravvivenza del sistema malato. Nel sommario l’analisi del voto con il fronte del no che vince “a suon di menzogne”, e sfonda “tra i ceti improduttivi del Meriodione e i giovani pro-Pal”. Poi un accenno alle prossime elezioni politiche che saranno “un’altra storia”.
“Ha vinto la palude (per ora)” scrive il Tempo che nel sommario affronta due temi: la presa d’atto di Meloni sulla sconfitta e poi la necessità di guardare al 2027 e il ruolo delle toghe. “Vince il toga party”, si legge con rimandi all’esultanza nelle procure tra “Bella ciao, insulti e cori contro la premier”.

“La repubblica dei giudici” scrive La Verità secondo cui la vittoria che “si intesta” la sinistra è in realtà solo delle toghe, con l’Anm che “diventa partito”. “Con la sconfitta della politica sancita ieri – scrive ancora il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – avranno sempre più potere e presenteranno il conto anche agli alleati”.
Il Foglio apre con una riflessione di Giuliano Ferrara dal titolo “Nel paese del No non cambia nulla, tranne per le toghe che si preparano alla resa dei conti e per Rep. che comincerà a dire No in greco”.

Attenzione locale

“L’Italia ha detto no”, il titolo del Secolo XIX con a corredo il richiamo le parole di Meloni rammaricata ma decisa a proseguire sulla strada del governo. Nel sommario le percentuali con l’accento a come in Liguria, territorio di riferimento del quotidiano il distacco tra No e Si sia stato più alto.


Focus sulla differenza dell’esito di voto anche per il Gazzettino. “Il No trionfa, ma non a Nord est” si legge, con un sommario concentrato da una parte sul commento politico, dall’altra su questa differenza registrata nel paese a livello regionale, con Veneto al 58% dei Si e Friuli Venezia Giulia al 54%.
Sulla Sicilia il rimando alla vicinanza dell’area alle regioni tradizionalmente indicate come “rosse”, mentre la Gazzetta del Mezzogiorno sottolinea la maxi affluenza in Puglia e Basilicata.