L’Auditorium di Assolombarda a Milano ha ospitato il primo incontro dell’anno di Polisophia, la community per l’innovazione responsabile fondata da Ruben Razzante, professore di diritto dell’informazione all’Università Cattolica. L’evento ha riunito i vertici del sistema produttivo, delle professioni, della formazione e delle istituzioni per discutere l’impatto degli algoritmi sulla società e sull’economia. Polisophia opera come una piattaforma di connessione tra saperi giuridici, economici e tecnologici, un progetto consolidatosi grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, BANCOMAT, Abi, Assolombarda, Centromarca, Farmindustria, Amapola, Synergie, Telpress Italia, Gruppo Barilla, Hewlett Packard Enterprise (Hpe), Istituto Europeo Leopardi Milano, CODICI Lombardia, Studio legale Pavia e Ansaldo, Ricci e Radaelli Notai Associati.
Polisophia nasce come una rete dinamica che supera la logica del tradizionale think tank per diventare un vero catalizzatore di sensibilità e competenze: una fucina di idee e un motore di cambiamento fondato sulla condivisione continua di saperi multidisciplinari e best practice. Attraverso il dialogo, il pensiero laterale e il confronto tra mondi e settori diversi, Polisophia si propone di orientare le traiettorie dell’innovazione responsabile, offrendo un supporto concreto alle imprese e ai decisori istituzionali nelle scelte relative alla regolamentazione e all’utilizzo consapevole delle tecnologie emergenti.
Ad aprire i lavori è stato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, che ha inquadrato l’Intelligenza Artificiale come una delle forze di trasformazione più potenti, fondamentale per la produttività delle imprese. Ruben Razzante ha poi illustrato la genesi della Community Polisophia e ha presentato il volume “Il pendolo dell’algoritmo. Sguardi multidisciplinari sull’Intelligenza Artificiale” (editore FrancoAngeli), primo volume collettivo di Polisophia da lui curato, sottolineando come l’innovazione debba essere orientata al bene comune e alla tutela dei diritti fondamentali, preservando la centralità umana.
Il primo panel ha visto protagonisti Alessandro Lattuada (Farmindustria), che ha illustrato l’impatto dell’IA nella ricerca farmaceutica, Claudio Bassoli (AD di HPE), focalizzato sull’etica e la dignità umana, Stefano Venturi (Presidente Cefriel), che ha presentato modelli di ecosistema dati per le imprese, e Layla Pavone (Comune di Milano), che ha descritto la transizione di Milano verso una “data city”. Particolarmente significative sono state le testimonianze degli studenti dell’Università Cattolica e dell’Istituto Europeo Leopardi, definiti come attori chiave per un’innovazione etica.
Il secondo panel, dedicato a professioni e formazione, ha ospitato Carmelo Iannicelli (Ordine degli Ingegneri di Milano) e Paolo Carnovale (Synergie Academy). Iannicelli ha suggerito di passare da una visione “data-driven” a una “quality-driven”, mentre Carnovale ha ribadito che l’algoritmo deve essere governato dall’empatia umana e essere addestrato in modo responsabile per sconfiggere i bias e i pregiudizi.
La discussione si è arricchita con i contributi di alcuni dei coautori del volume “Il pendolo dell’algoritmo” e da rappresentanti delle realtà aderenti a Polisophia: Davide Zanon (CODICI Lombardia), Vittorio Cino (Centromarca), Alessandra Radaelli (Studio Ricci e Radaelli), Antonio Albanese (Università Cattolica), Vincenzo D’Innella Capano (Telpress Italia), Micol Burighel (Amapola), Mario Di Giulio (Studio legale Pavia e Ansaldo) e Roberto Pasolini (Rettore Istituto Europeo Leopardi). Proprio Pasolini ha rivendicato la responsabilità della scuola nel formare giovani capaci di affrontare l’AI in modo critico, citando i rischi delle fake news.
L’evento, patrocinato da Regione Lombardia e Comune di Milano, ha visto la partecipazione di circa 200 persone, compresi alcuni giornalisti che hanno partecipato nell’ambito di un evento formativo con riconoscimento dei crediti da parte dell’Ordine. Polisophia continuerà questo percorso con un prossimo appuntamento a Roma presso la sede di ABI e altri eventi in varie città d’Italia.
Ruben Razzante e Alvise Biffi, presidente di Assolombarda (foto in apertura)












