Matt Brittin nominato direttore generale della BBC

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L’ex manager di Google entrerà in carica il 18 maggio, succedendo a Tim Davie, travolto dalle polemiche per il montaggio fuorviante sul discorso di Donald Trump precedente all’assalto al Campidoglio del 2021. Tra le sfide che dovrà affrontare – oltre alla causa intentata dal tycoon – l’innovazione del broadcaster e le trattative per il rinnovo della Royal Charter

Come anticipato, Matt Brittin, ex presidente di Google per Europa, Medio Oriente e Africa, è stato nominato direttore generale della Bbc.
In carica dal prossimo 18 maggio, il manager succede a Tim Davie, dimessosi lo scorso novembre dopo le polemiche legate al montaggio “fuorviante” di un discorso del presidente Trump all’interno del programma Panorama.

Le parole di Brittin

“Non vedo l’ora di iniziare questo lavoro. È un momento di reale rischio, ma anche di reale opportunità” ha commentato Brittin, dicendosi “onorato ed entusiasta di essere stato scelto come Direttore Generale”.

A proposito dell’emittente pubblica britannica il dirigente ha dichiarato che “è una risorsa straordinaria, unicamente britannica, con oltre 100 anni di innovazione nella narrazione, nella tecnologia e nello sviluppo della creatività”. Poi ne ha sottolineato il ruolo centrale in un contesto globale instabile: “Ora, più che mai, abbiamo bisogno di una BBC che prosperi e che funzioni per tutti in un mondo complesso, incerto e in rapido cambiamento. Al suo meglio, ci mostra – a noi e al mondo – chi siamo”.

Guardando al futuro, Brittin ha indicato anche la direzione strategica: “La BBC ha bisogno del ritmo e dell’energia per essere sia dove nascono le storie sia dove si trovano gli spettatori. Dobbiamo costruire sui punti di forza attuali, affrontare le sfide con coraggio e prosperare come servizio pubblico adatto al futuro”.

Le reazioni alla nomina

Il presidente della BBC, Samir Shah, ha definito Brittin “un leader eccezionale”, sottolineando che “porta una profonda esperienza nella guida di organizzazioni complesse attraverso processi di trasformazione”.
Shah ha evidenziato che la sua nomina arriva in un momento critico per l’emittente: ”È in corso la revisione della Carta e appare chiaro che sia necessaria una riforma radicale della BBC, del suo modello di finanziamento e del quadro in cui opera. La posta in gioco non è mai stata così alta”.

Pareri positivi arrivano anche dall’interno del settore tecnologico e dei media. La media editor della BBC, Katie Razzall, ha osservato che all’interno di Google Brittin è considerato “un leader ispiratore e un grande giocatore di squadra”, mentre l’ex editor di Newsnight Peter Barron l’ha definito “fortemente motivato da un senso di servizio pubblico” e desideroso che “la BBC prosperi in un mondo in cui le sfide sono legate al potere delle piattaforme di streaming, alla disinformazione online e ai nuovi modi di consumo dei contenuti”.

Non mancano tuttavia dubbi sul fatto che il nuovo dg sia del tutto privo di una lunga esperienza diretta nel servizio pubblico o nell’editoria tradizionale.

Le sfide future

Tra le priorità immediate di cui Brittin si appresta ad occuparsi c’è la gestione della causa per diffamazione intentata da Donald Trump, di cui la BBC ha recentemente chiesto l’archiviazione.
Sul piano istituzionale, il nuovo direttore generale dovrà negoziare con il governo britannico il futuro del canone e della Royal Charter, in scadenza nel 2027, che la ministra della Cultura Lisa Nandy ha già detto di voler rendere permanente (e non più decennale) per garantire maggiore stabilità all’emittente.

Altro nodo cruciale è la trasformazione digitale che la BBC deve affrontare per poter competere con colossi tecnologici globali, di cui Brittin ha un’esperienza diretta che potrebbe rivelarsi decisiva per accelerare l’innovazione, in particolare nei servizi digitali e nell’offerta informativa.

Matt Brittin (foto Ansa)