Fabrizio Palermo

Mps, il cda punta su Palermo. Ma la partita con Lovaglio resta aperta

Condividi

Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha scelto la sua linea: indicare Stefano Palermo come nuovo amministratore delegato. Ma più che una decisione definitiva, quella emersa dalle cronache di oggi è l’apertura di una fase di confronto – e di scontro – con l’attuale numero uno Luigi Lovaglio.

La rassegna stampa del 25 marzo restituisce un quadro compatto sul fatto principale – il nome di Palermo – ma molto più articolato sulle implicazioni.

Una scelta chiara del board

Dai quotidiani emerge una convergenza: il cda ha individuato Palermo, ad di Acea, come candidato unico o comunque come figura di riferimento per la successione.

È la lettura prevalente, da Corriere della Sera a Il Messaggero, fino a Italia Oggi, che parlano esplicitamente di indicazione del consiglio e di una scelta ormai definita sul piano formale.

Il passaggio segna un punto politico rilevante: il board prova a riportare sotto controllo la governance della banca, scegliendo un profilo esterno rispetto all’attuale gestione.

Il nodo Lovaglio: non è una successione lineare

Ma la partita è tutt’altro che chiusa.

Diversi giornali – dal Corriere della Sera al Il Foglio fino a Libero – parlano apertamente di duello.

Lovaglio non è un amministratore delegato in uscita “naturale”: è il manager che ha guidato il risanamento della banca e mantiene un ruolo centrale nel sistema di equilibri che ruota attorno a Mps.

Per questo la sua posizione rende il passaggio tutt’altro che scontato e apre uno scenario di confronto interno, più che di semplice avvicendamento.

La lettura politica: vince Caltagirone

Alcune testate spingono la chiave interpretativa sul terreno degli equilibri di potere.

Il Il Fatto Quotidiano parla esplicitamente di vittoria dell’area riconducibile a Francesco Gaetano Caltagirone, indicando Palermo come espressione di questo asse.

Una lettura ancora più netta arriva da La Verità, che descrive la scelta come una vera e propria sostituzione di Lovaglio.

Tra decisione e negoziazione

Il dato che emerge è quindi duplice:da un lato una decisione formale del cda, che indica Palermo dall’altro una partita ancora aperta sul piano politico e industriale

Non è una semplice nomina, ma un passaggio dentro il più ampio risiko bancario italiano, dove Mps continua a essere un nodo strategico.

Una banca ancora al centro del sistema

La compattezza dei titoli sul nome di Palermo non deve ingannare: la vera notizia non è la scelta in sé, ma il fatto che intorno a quella scelta si stia ridefinendo l’equilibrio della banca.

E, ancora una volta, Mps si conferma non solo una banca, ma un luogo in cui si incrociano finanza, politica e strategie industriali.