Ue vs Big tech, Virkkunen: tutelino minori. Nel mirino anche PornHub e Snapchat

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Nessun bambino deve con pochi click arrivare a cintenuti dannosi, dice la commissaria alla sovranità tech.
Nel mirino della Commissione Ue vari siti per adulti e la chat dei messaggi usa e getta

Le piattaforme online devono adottare sistemi efficaci di verifica dell’età per continuare a operare in Europa. E’ l’avvertimento della vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen, rivolto alle big tech.

“I minori in Ue hanno il diritto di essere al sicuro online e queste piattaforme hanno il dovere legale di proteggerli”, ha spiegato la titolare della sovranità tecnologica dell’Ue in un’intervista all’European Newsroom e ad altri media. “Nessun bambino dovrebbe essere a un solo clic da contenuti dannosi”, ha aggiunto.

PornHub e Snapchat

Le considerazioni arrivano dopo la comunicazione delle conclusioni preliminari che hanno portato l’Ue ad accendere i fari su Pornhub e altri siti per adulti – tacciati di violare il Dsa, per non aver protetto i minori dall’esposizione a contenuti pornografici – e dell’apertura di un’indagine “molto ampia” su Snapchat, sempre sulla tutela dei più giovani.
Novità anche su Meta, con Virkkunen che ha anticipato la prossima pubblicazione dei risultati dell’indagine su Facebook e Instagram sulla verifica dell’età.

Nel dettaglio, la Commissione europea oltre a Pornhub ha coinvolto anche Stripchat, XNXX e XVideos. Dall’indagine, avviata il 27 maggio 2025, è emerso che le piattaforme non hanno identificato e valutato diligentemente i rischi, dando eccessiva importanza a preoccupazioni di natura commerciale, come il danno reputazionale, anziché concentrarsi sui rischi sociali per i minori. E misure come le autodichiarazioni di maggiore età, l’oscuramento delle pagine, gli avvisi sui contenuti e le etichette “Riservato agli adulti”, non impediscono efficacemente ai minori di accedere a contenuti dannosi.
La Commissione sottolinea infine la necessità per Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos di adottare sistemi di verifica dell’età che tutelino la privacy, citando come standard di riferimento la futura app Ue attualmente in fase di test.

Se le violazioni fossero confermate, i siti per adulti rischierebbero sanzioni pecuniarie proporzionate all’infrazione fino al 6% del fatturato annuo globale.

Per quanto riguarda Snapchat, considerata una piattaforma “ad alto rischio”, anche in questo caso il procedimento formaleriguarda la conformità con la legge sui servizi digitali.
La piattaforma potrebbe aver violato il Dsa esponendo i minori a tentativi di adescamento e reclutamento a fini criminali, nonché a informazioni sulla vendita di beni illegali, come droghe, o prodotti soggetti a restrizioni di età, come sigarette elettroniche e alcolici.
Oltre alla verifica dell’età, finiscono sotto la lente della Commissione anche le impostazioni predefinite di Snapchat, il sistema “Trova amici”, le notifiche push sempre attive e gli strumenti di moderazione dei contenuti e i meccanismi di segnalazione dei contenuti illegali che secondo palazzo Berlaymont potrebbero essere progettati di non facile accesso.

Verifica dell’età un primo passo

“Verificare se l’utente ha almeno 13 anni è il primo passo fondamentale, poiché sappiamo che ragazzi molto più giovani utilizzano attivamente i social media”, ha spiegato la commissaria, rimarcando che per piattaforme come quelle di Meta non è richiesto lo stesso rigore previsto per i servizi “ad alto rischio”, quali siti pornografici, gioco d’azzardo o vendita di alcolici. Tuttavia, Bruxelles si aspetta l’uso di “tecnologie specifiche” che non si limitino alla “semplice spunta” per verificare l’età degli utenti, ribadendo che per i minori è necessario garantire sempre “un elevato livello di protezione” online.

Virkkunen ha inoltre annunciato che una soluzione europea per la verifica dell’età online sarà disponibile “entro la fine dell’anno”. Lo strumento, attualmente in fase di test in sei Stati membri tra cui l’Italia, è “tecnicamente funzionante” ed è già stato testato da piattaforme come Pornhub.
L’app, ha spiegato la vicepresidente, sarà “parte integrante e completamente interoperabile” con il portafoglio digitale che gli Stati membri forniranno ai cittadini “in autunno”.
“Finora le piattaforme pornografiche si sono affidate a diverse soluzioni commerciali disponibili sul mercato, ma entro la fine dell’anno avremo delle soluzioni europee sul mercato”, ha concluso.