Dal piccolo al grande schermo per creare eventi, prestigio e nuovi guadagni, con strategie ancora in evoluzione.
Il panorama dell’intrattenimento sta vivendo un’inversione di tendenza epocale: non è più solo il cinema ad alimentare le piattaforme, ma sono i successi dello streaming ad approdare sul grande schermo. Il debutto del film Peaky Blinders: The Immortal Man ne è la prova dal momento che, nonostante un’anteprima cinematografica in pompa magna a Birmingham, il film ha superato ogni record su Netflix con 25 milioni di visualizzazioni in soli tre giorni.
Questo successo non è isolato, perché serie popolari come Stranger Things, The Mandalorian e il musical animato KPop Demon Hunters dimostrano come i colossi del web stiano cercando di trasformare i propri prodotti seriali in veri e propri eventi collettivi.
Il cinema come motore di attesa e prestigio
Il ritorno dei colossi digitali nelle sale fisiche non è dettato solo dagli incassi, secondo l’analisi di Mark Walsh del Guardian, ma di una questione di prestigio e marketing esperienziale. “Il cinema ha ancora questa capacità di generare anticipazione, hype, eccitazione e un senso di esclusività attorno all’intrattenimento, e lo fa in un modo che le piattaforme [di streaming] semplicemente non possono replicare.” ha spiegato Ben Woods, analista di MIDiA Research.
Inizialmente, Netflix utilizzava le sale solo per qualificare i propri film ai grandi premi, come è accaduto con The Irishman di Martin Scorsese. Oggi, invece, l’obiettivo è capitalizzare su marchi già consolidati. Entrare nei cinema infatti permette di creare franchise più robusti, come dimostrato da KPop Demon Hunters, che ha incassato 24 milioni di dollari e vinto due Oscar grazie a uscite mirate al cinema.
Tra strategia e esperimenti
Nonostante i successi, non si può parlare di una strategia definitiva. Ted Sarandos, co-ceo di Netflix, infatti continua a difendere il primato del digitale, sostenendo che il successo cinematografico sia una conseguenza della popolarità online: “Crediamo che questo film, KPop Demon Hunters, abbia funzionato proprio perché è stato rilasciato prima su Netflix.”
Tuttavia, l’uscita anticipata al cinema di Peaky Blinders suggerisce che le regole stanno cambiando. “Penso che Netflix stia ancora cercando di capire quale sia la sua strategia di distribuzione cinematografica” ha spiegato Daniel Loria, senior vice president della strategia dei contenuti di The Boxoffice Company) sottolineando che il colosso dello streaming sta approfittando dei “vuoti” nel calendario delle sale, spesso prive di grandi titoli in determinati weekend, per inserire i propri contenuti originali.
Precedenza a fan sfegatati o spettatori occasionali?
Il passaggio dalla serie al lungometraggio presenta sfide narrative non indifferenti e impone al creatore di scegliere se premiare la fedeltà dei fan o cercare un nuovo pubblico. “Punti tutto sul servire i fan più devoti che conoscono tutta la storia e il background? O cerchi di fare un film a sé stante in grado di attrarre sia lo spettatore generico che il fan?” si chiede Woods.
Stando ai dati di Rotten Tomatoes, che aggrega recensioni su film e serie tivù, il film di Peaky Blinders è stato promosso dal 90% del pubblico, ma stando a Reddit i più appassionati hanno criticato una narrazione troppo compressa rispetto alla “respirazione” naturale della stagione televisiva.
Il futuro del brand
Oggi il passaggio tra serie e film è sempre più naturale. Mentre Disney porta The Mandalorian al cinema per rilanciare Star Wars, Netflix ha già annunciato due nuove stagioni della saga degli Shelby ambientate nel dopoguerra, rendendo sempre meno evidente la differenza tra piccolo e grande schermo.
Foto (ANSA): Cillian Murphy nel ruolo di Tommy Shelby in Peaky Blinders: The Immortal Man












