WhatsApp, la causa dell’ex capo sicurezza riaccende il tema reputazione per Meta

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Il tribunale distrettuale della California settentrionale ha respinto la causa dell’ex responsabile della sicurezza di WhatsApp. Abdullah Baig, lo scorso settembre, secondo quanto riportato dal New York Times, aveva avviato un’azione legale contro Meta, sostenendo che l’azienda avrebbe ignorato criticità rilevanti nei sistemi di protezione della piattaforma.

Baig, alla guida della sicurezza dell’app tra il 2021 e il 2025, ha posto al centro della vicenda non solo gli aspetti tecnici, ma anche quelli di governance e comunicazione interna. Il manager, infatti, afferma di aver segnalato ripetutamente vulnerabilità del sistema tra cui la possibilità per migliaia di dipendenti di accedere a dati sensibili, come foto profilo e posizione degli utenti, e la mancata risoluzione dell’hacking di oltre 100mila account al giorno.

Secondo la ricostruzione, Baig avrebbe fatto cinque segnalazioni al proprio supervisore e contattato direttamente l’amministratore delegato Mark Zuckerberg, chiamato in causa anche per presunte violazioni delle norme della Securities and Exchange Commission (SEC).

La decisione del tribunale e le reazioni

La giudice Laurel Beeler ha stabilito che la denuncia non contiene elementi sufficienti per dimostrare che Baig abbia effettivamente segnalato violazioni delle norme SEC, requisito necessario per procedere.

La reazione di Meta – che al momento della deposizione della causa aveva commentato che si trattava di “un ex dipendente licenziato per scarso rendimento” che aveva intentato una causa basata su affermazioni distorte – è stata affidata ad un portavoce: “Questa decisione conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: queste accuse sono infondate. Siamo orgogliosi del nostro solido impegno nella protezione della privacy e della sicurezza delle persone e continueremo a rafforzarlo.”

Di segno opposto la lettura dell’avvocato del manager, Wilmer Harris, che sottolinea che la partita è ancora aperta: “Il signor Baig non ha finito di lottare per gli utenti. Il giudice ha respinto il caso per motivi procedurali, non nel merito, e siamo pronti a colmare queste lacune per fare in modo che Meta debba finalmente confrontarsi con il contenuto delle accuse di Baig.”

Foto (ANSA): Mark Zuckerberg