Alla mostra per i 100 anni di Rai Pubblicità, l’ad della concessionaria fa un bilancio del primo scorcio del 2026, con un avvio forte – spinto da Olimpiadi e Sanremo – e un marzo in consolidamento. Impatto limitato (-15-20%) per la mancata presenza azzurra ai mondiali, compensato dall’offerta editoriale, dice, mentre – almeno per ora – i budget non risentono di scossoni per le tensioni internazionali
“La mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio avrà un impatto limitato sulla raccolta pubblicitaria Rai, stimato attorno al 15-20% in meno”. A dirlo l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi, a margine del press tour della mostra ‘Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre’ alla Triennale di Milano.
“Non è un problema di numeri, ma solo il rammarico che l’Italia non ci sarà”, ha detto il manager, snocciolando anche i risultati dei Mondiali in Qatar 2022, con “22 partite sopra i 5 milioni di spettatori medi e picchi tra i 12 e i 13 milioni per semifinali e finale”.
Secondo Poggi, la Rai trasmetterà 35 partite tra l’11 giugno e il 19 luglio, con l’80% degli incontri in prime time e tutte le gare su Rai 1, inclusi quarti, semifinali e finale. “Una programmazione premium”, ha evidenziato, “che permetterà di stemperare l’assenza della Nazionale dal punto di vista pubblicitario”.
Rccolta tv +12% nei primi due mesi del 2026
Allargando lo sguardo all’andamento della concessionaria, Poggi ha segnalato come l’avvio dell’anno “è stato in forte crescita per la raccolta pubblicitaria televisiva della Rai”.
“Nei primi due mesi del 2026 siamo a +12%, grazie soprattutto alla grande performance di febbraio, trainata dalle Olimpiadi e da un grande Festival di Sanremo”, ha detto.
Dopo un gennaio già positivo, “il mese di febbraio ha registrato un’accelerazione significativa, mentre a marzo stiamo consolidando i numeri, con una crescita anche su questo mese”.
Nessun taglio al budget nonostante la guerra in Iran
Per ora la pianificazione pubblicitaria non pare aver risentito delle tensioni internazionali. “La guerra in Iran, al momento, non ha inciso sulla raccolta pubblicitaria della Rai. Non abbiamo ancora evidenze di tagli di budget o cambiamenti di strategia da parte delle aziende”, ha spiegato.
Poggi ha ricordato come il settore pubblicitario sia strettamente legato all’andamento del Pil, assicurando “la massima attenzione alle richieste di clienti e agenzie.
“Speriamo che la situazione migliori subito, soprattutto dal punto di vista umano”, ha aggiunto.


















