“Ridateci la prima serata, salviamo il sonno degli italiani”. La prima serata televisiva inizia sempre più tardi e il produttore Carlo Degli Esposti lancia un appello affinché le emittenti ripensino al prime time. Rai e Mediaset concordano con le istanze dei produttori, ma mirano a un compromesso.
“La prima serata non esiste più” è ormai diventato un refrain per chi la televisione la vede, ma anche per chi la fa. Il produttore del Commissario Montalbano si rivolge a Rai e Mediaset: fiction e racconti iniziano troppo tardi, finiscono dopo mezzanotte e allontanano milioni di spettatori dalla televisione generalista. E sulle pagine di Repubblica, lancia un appello perché si anticipi l’inizio della prima serata che, ormai, si avvicina più alle 22 che alle 21 come era un tempo.
La questione sta scatenando un dibattito tra broadcaster e operatori che sembrano concordare con la necessità di far iniziare il prime time entro un certo orario, ma sarà necessario un compromesso.
Daniele Cesarano, direttore Fiction RTI-Mediaset a Fanpage dice che “ridurre l’access è complicato, Pier Silvio Berlusconi anni fa provò ad anticipare il prime time, partiva alle 21:35. C’è una sensibilità da parte di Mediaset sul tema, e non riguarda solo la fiction: partendo alle 22 si finisce a mezzanotte”.
La direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati commenta: “Martedì con la replica di Montalbano siamo partiti alle 21:41, non molto lontano dall’orario invocato da Degli Esposti. Lo sforzo della Rai in sinergia con la Distribuzione e il Marketing è anticipare sempre di più, rispondere alle esigenze del consumo di serialità. Offriamo 4 prime serate su Rai1, ci aiutiamo rosicchiando minuti, intento che si può condividere con gli altri”.











