Julie Pace (foto AP)

L’AP punta al video giornalismo e all’Ai

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L’Associated Press, una delle più antiche e influenti agenzie di stampa al mondo, ha annunciato lunedì di aver offerto incentivi all’esodo a un numero imprecisato di giornalisti statunitensi, nell’ambito di un processo di minore focalizzazione sui quotidiani e sul giornalismo cartaceo che hanno impegnato l’azienda dalla metà del XIX secolo.

Il News Media Guild, il sindacato che rappresenta i giornalisti dell’AP, ha dichiarato che oltre 120 dei suoi iscritti hanno ricevuto offerte di esodo.

L’agenzia di stampa si sta concentrando maggiormente sul video giornalismo e sullo sviluppo di nuove fonti di reddito, in particolare attraverso aziende che investono nell’intelligenza artificiale, per far fronte al crollo economico di molte testate giornalistiche tradizionali. Le grandi aziende editoriali rappresentano ora solo il 10% del suo fatturato.

“Non siamo un’azienda editoriale e non lo siamo da parecchio tempo”, ha dichiarato Julie Pace (foto), direttore esecutivo e vicepresidente senior dell’AP, in un’intervista. Nonostante i cambiamenti – l’azienda ha raddoppiato il numero di video giornalisti impiegati negli Stati Uniti dal 2022 – continua a esistere una struttura organizzativa concepita principalmente per fornire notizie a giornali e emittenti televisive nei singoli stati.

Negli ultimi quattro anni il fatturato AP derivante dai giornali è calato del 25%. Gannett e McClatchy, due dei maggiori editori tradizionali, hanno abbandonato l’AP nel 2024. E nei giorni immediatamente precedenti all’annuncio al sindacato, Lee Enterprises — editore di testate come il Buffalo News, il St. Louis Post-Dispatch e il Richmond Times-Dispatch — ha chiedto di uscire anticipatamente dal contratto in scadenza a fine 2026.

Julie Pace ha dichiarato che l’obiettivo è ridurre l’organico globale di meno del 5%, aggiungendo che l’agenzia “non è in difficoltà” e che queste scelte vengono fatte “da una posizione di forza”.

Al momento il vero scontro tra i lavoratori dell’Ap e i vertici dell’agenzia riguarda il rapporto con l’Ai. Il News Media Guild ha accusato l’AP di rifiutarsi di fornire ai giornalisti una formazione adeguata sull’intelligenza artificiale, pur portando avanti accordi e integrazioni con l’AI. Il sindacato ha dichiarato che l’AP non vuole negoziare sull’uso dell’AI, rinunciando a personale esperto per “flirtare con l’Ai”.