Maurizio Scanavino

Scanavino nel capitale di Scientifica e ne assume la presidenza

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Maurizio Scanavino, entra nel capitale di Scientifica, la piattaforma di operational venture capital, e ne assume la presidenza.

Ricordiamo che Scanavino ha ricoperto numerosi incarchi di vertice tra cui è stato presidente, amministratore delegato e Dg di Gedi, AD de Il Secolo XIX, DG di Italiana Editrice e di Publikompass, AD e AD della Juventus.

L’operazione, riporta La Stampa, rappresenta «un passaggio di rilievo nel percorso di sviluppo di Scientifica»: non solo un ampliamento della compagine azionaria, ma anche un segnale di mercato. Il capitale privato, quando guarda al deep tech con prospettiva di lungo periodo, «non cerca più singole storie promettenti, ma piattaforme credibili, dotate di governance, infrastrutture, dealflow proprietario e capacità esecutiva». È su questo terreno che Scientifica ha costruito il proprio posizionamento, definendo una piattaforma industriale e dando forma a una propria industria. L’ingresso di Scanavino, si legge ancora, contribuirà ad accelerare lo sviluppo e la capacità di operare su scala.

Fondata nel 2022, Scientifica integra investimento, laboratori, Academy e Foundation in un’unica architettura, riducendo la frammentazione tra ricerca, validazione e capitale. Il modello accompagna i progetti scientifici dal proof-of-concept alla company building, fino alla scala industriale, con una visione più vicina a quella di una piattaforma asset-backed che di un investitore passivo. In meno di quattro anni, il gruppo ha costruito una fund platform articolata su più veicoli: dopo il primo fondo deep tech generalista (21 investimenti), ha lanciato Quantum Italia, primo veicolo italiano dedicato alle tecnologie quantistiche in partnership con Quantonation, e più recentemente il Polo Nazionale di trasferimento tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity. Una piattaforma multi-veicolo, dunque, capace di allocare capitale in modo tematico e industrialmente coerente, con sedi operative tra Roma, L’Aquila e Londra.

Alla componente finanziaria si affianca un’infrastruttura proprietaria e distribuita: oltre 3.000 metri quadrati di laboratori a L’Aquila, che diventano circa 4.000 considerando i siti satellite, e una rete Lab Approved di oltre 85 laboratori certificati in 14 regioni.