Rivolta alle Éditions Grasset (Vivendi): centinaia di autori lasciano dopo licenziamento Dg

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Oltre cento autori della storica casa editrice Éditions Grasset hanno annunciato l’abbandono in blocco dopo il licenziamento del direttore generale Olivier Nora, denunciando una deriva ideologica e un’ingerenza ritenuta inaccettabile da parte del gruppo Vivendi, controllato dal magnate Vincent Bolloré (foto).

La decisione, definita “storica” per ampiezza e implicazioni, a più riprese ha coinvolto 200 autori tra cui figure di primo piano della letteratura francese come Bernard-Henri Lévy, Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Frédéric Beigbeder, Dominique Bona, Pascal Bruckner, Laetitia Colombani, Thierry Consigny, Thierry Frémaux, Anne Sinclair, Vanessa Springora e Carole Zalberg.

In una lettera congiunta, gli autori affermano che non firmeranno nuovi contratti con la casa editrice, accusando Bolloré di voler imporre una linea ideologica e denunciando il rischio di diventare “ostaggi di una guerra culturale”.

Al centro della crisi, il licenziamento di Nora, alla guida di Grasset da 26 anni. Le ragioni ufficiali non sono state chiarite, ma secondo diverse ricostruzioni il suo allontanamento sarebbe legato al rifiuto di pubblicare un’opera considerata vicina ad ambienti della destra francese. Al suo posto è stato nominato Jean-Christophe Thiery, attuale vertice del gruppo Hachette Livre.

La vicenda, spiega AdnKronos, si inserisce in un più ampio processo di trasformazione del panorama mediatico francese dopo l’acquisizione del gruppo Lagardère da parte di Vivendi. Negli ultimi anni, critici e osservatori hanno denunciato un progressivo spostamento verso posizioni conservatrici in diverse testate e case editrici, tra cui Fayard e il settimanale “Le Journal du dimanche”.

Tra gli elementi che hanno contribuito ad accendere le tensioni figura anche l’arrivo nel catalogo Grasset dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, proveniente da Gallimard. La sua figura, associata a posizioni controverse nel dibattito politico francese, aveva già suscitato malumori interni.

In una presa di posizione pubblica, l’editore Antoine Gallimard ha espresso solidarietà a Nora, denunciando il rischio di sacrificare l’indipendenza editoriale a logiche politiche: “Sacrificare un catalogo per calcoli politici significa tradire la nostra missione”. Intanto, gli autori dissidenti valutano azioni legali collettive per riottenere i diritti sulle proprie opere

“Rifiutiamo di rimanere ostaggio di una guerra ideologica che mira ad imporre l’autoritarismo ovunque, nella cultura e nei media”, avvertono i firmatari, tra cui autori bestseller come Virginie Despentes, Sorj Chalandon, Bernard-Henri Lévy e Frédéric Beigbeder.

Solidarietà anche da parte di Antoine Gallimard: “La nostra solidarietà nei confronti di Olivier Nora e dei suoi autori – scrive lo storico editore in un testo pubblicato sul giornale Le Monde – deve essere totale. La loro resistenza è un atto di coraggio”. Gallimard ha pubblicato per lungo tempo i libri dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, che lo scorso marzo ha suscitato scalpore passando a sorpresa da Grasset, dopo il lungo periodo di carcere in Algeria.

Secondo Antoine Gallimard, la filiera deve “affermare forte e chiaro che non siamo trofei. I radicalismi politici, quando dettano la governance delle case editrici, costituiscono una minaccia per la libera circolazione”, avverte. “Una tale indignazione collettiva,rarissima tra gli scrittori, prova lo shock suscitato da un azionista che sostituisce un editore rispettato con un gestore politicamente orientato”, commenta da parte sua il saggista Gaspard Koenig, ex autore della scuderia Grasset.

Per il Syndicat de la librairie française, “la cacciata di Olivier Nora segna una tappa supplementare, grave e senza dubbio decisiva nell’adeguamento del gruppo Hachette da parte del suo azionista Vincent Bolloré”.

Il gruppo non commenta

Da parte sua, il primo gruppo editoriale di Francia preferisce non commentare. Martedì, la direzione ha annunciato che Jean-Christophe Thiery, ceo di Louis Hachette Group e fedelissimo di Bolloré, prenderà la direzione di Grasset. Diversi responsabili politici, soprattutto a sinistra, denunciano da parte loro le “purghe” nell’editoria nonché “l’offensiva dell’ideologia reazionaria e dei soldi” condotta dal miliardario bretone, secondo le parole dell’ex premier francese, Bernard Cazeneuve

Nel suo discorso inaugurale al Salon du Livre la stessa ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha evocato il nome di Olivier Nora, sottolineando il “rapporto di fiducia” che gli editori “stringono con i loro autori”.