Da Pisa, alla cerimonia per i 40 anni dell’arrivo di internet in Italia, il sottosegretario all’editoria ha evidenziato le analogie tra la rivoluzione innescata dalla rete e l’IA ai giorni nostri. Invitando a un cambio di prospettiva nella gestione dei rapporti con le Ott, e l’invito a riscoprire il valore dell’informazione tradizionale
“40 anni fa qui a Pisa è stato avviato un processo innovativo straordinario, quello dell’avvento del web e la domanda principale è che Internet ha cambiato la vita di tutti, ma è controllata da troppo pochi”.
A dirlo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, da Pisa, a margine della cerimonia per i 40 anni dell’avvento di Internet in Italia.
“Questo è il banco di prova per le istituzioni: come proseguire sul campo dell’innovazione, ma migliorando davvero le vite dei cittadini”, ha aggiunto, ravvisado una analogia con le stesse problematiche innescate dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
“In questi anni siamo stati web-entusiasti e siamo stati anche web-scettici. Ora, con l’intelligenza artificiale ci troviamo a affrontare gli stessi percorsi”. “L’innovazione ci ha cambiato la vita, ha dato una diffusione della conoscenza, ma oggi ci interroghiamo se questa conoscenza è davvero profonda o soltanto superficiale”.
Il ruolo delle Ott
Secondo Barachini deve cambiare il paradigma del rapporto tra informazione, contenuti e Ott, passando da una logica punita a una collaborativa.
“Dobbiamo aiutare i cittadini – ha aggiunto Barachini – a comprendere la differenza tra un’informazione prodotta dalle persone con costi e fatica, alla ricerca delle fonti accreditate, e la distribuzione delle pillole di informazione che spesso utilizzano la stessa fonte che è stata trovata dai giornalisti, lavorata dai giornalisti, e che poi però viene distribuita in maniera gratuita”.
“Sicuramente bisogna difendere il diritto d’autore e chi produce informazione, che è un bene costoso e raro, molto più di quanto si pensi, affinché i grandi over the top di Internet si rendano responsabili del futuro dell’editoria e per farlo penso che si debba passare dal percorso punitivo delle multe a una loro partecipazione alla produzione dei contenuti informativi”, ha spiegato.
“Occorre – ha concluso – tornare a valorizzare l’informazione tradizionale, quella professionale, quella dei giornalisti, difendere il diritto d’autore e lavorare in Europa perché i grandi over the top si rendano responsabili del futuro dell’editoria”.
“In questo modo si può sostenere il sistema nazionale e il sistema europeo dell’informazione”, ha concluso.












