Sky investe sulla Formula 1 fino al 2032. E scommette su Kimi (e le Ferrari)

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Investimento strategico fino al 2032 per Sky, che ha quindi allungato di molto l’accordo già in essere con Liberty per la Formula 1. Un accordo che per la durata ed il senso dell’affare, somiglia per certi versi al decennale che la NBA ha siglato l’anno scorso con Prime, Disney e Comcast.

Il patto riguarda Italia, Regno Unito e Irlanda e contempla l’accesso esclusivo a tutte le gare di Formula 1. In particolare, Sky Italia manterrà i diritti esclusivi fino al 2032, Uk fino al 2034. Inutile dire che la prospettiva ampia sembra coincidere con l’arco temporale in cui si svilupperà un buon pezzo della carriera agonistica di Kimi Antonelli, vincitore su Mercedes dei primi tre gran premi della stagione dopo un ventennio di gare senza presenze al volante rimarchevoli per quello che riguarda il nostro Paese. E le annate recenti avvelenate dagli insuccessi delle rosse di Maranello.

Un vero e proprio investimento, che contempla evidentemente anche la fiducia di un ritorno alla piena competitività della Ferrari. L’idea che traspare, è che il giovane pilota emiliano possa trainare il movimento e l’ascolto televisivo, come Jannik Sinner ha fatto con il tennis.

(foto Ansa)
(foto Ansa)

In Italia, su Sky e in streaming su NOW sarà quindi possibile continuare a seguire tutte le sessioni di prove, qualifiche, le gare sprint e i Gran Premi del Mondiale di F1, con alcuni GP live anche in chiaro su Tv8.

La partnership include inoltre in tutti i Paesi dell’accordo una copertura completa di Formula 2, Formula 3, Porsche Supercup e F1 Academy, che continueranno tutte a far parte dell’offerta di Sky.

Dana Strong

Dana Strong, Group CEO di Sky spiega: “L’estensione della nostra partnership con la Formula 1 arriva in un momento entusiasmante, mentre entriamo insieme in una nuova era. Per i nostri clienti non c’è mai stato un momento migliore per seguire questo sport, con più talento britannico che mai sulla griglia di partenza e con la prossima generazione di stelle, come l’italiano Kimi Antonelli, che sta già lasciando il segno”. La ceo aggiunge: “Siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto nel sostenere la crescita dello sport attraverso uno storytelling di livello mondiale, l’innovazione e investimenti a lungo termine. Questo accordo consolida la posizione di Sky come casa della Formula 1”.

Andrea Duilio, CEO Sky Italia commenta: “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo accordo, che conferma la solidità della nostra partnership pluriennale con la Formula 1, in Italia sinonimo di tradizione e passione uniche. Continueremo a valorizzarla al meglio, come solo Sky sa fare, offrendo ancora per molti anni grandi sfide raccontate con la qualità editoriale e tecnologica che ci contraddistingue per far vivere agli appassionati italiani tutte le emozioni della pista”.

Stefano Domenicali (Foto Ansa)
Stefano Domenicali (Foto Ansa)

Stefano Domenicali, President & CEO of Formula 1 dichiara: “Sky è sempre stato un partner dedicato, affidabile e appassionato sin dall’inizio della nostra collaborazione, molti anni fa. Il loro approccio all’avanguardia a livello mondiale per le trasmissioni in diretta, la creazione di contenuti e le analisi dietro le quinte, guidate da un gruppo di talenti televisivi davvero straordinari, ha fatto la differenza nel continuare a far crescere il nostro sport nel Regno Unito, in Irlanda e in Italia, e sono lieto che la nostra partnership si protrarrà per il prossimo decennio.”

In Italia, l’inizio della stagione in corso ha registrato un aumento degli ascolti del 25%, anche grazie alle ottime prestazioni di Antonelli. La prima vittoria del pilota italiano al Gran Premio di Cina è stata seguita da 1,2 milioni di spettatori in diretta su Sky e da 1,4 milioni di spettatori in differita su Tv8.

La Formula 1, grazie a Sky e agli altri partner televisivi internazionali, continuerà a raggiungere i fan grazie al team di esperti che comprende ex campioni del mondo e voci collaudate. In Italia Carlo Vanzini continuerà a raccontare i GP a fan e appassionati, con il commento di Marc Gené e Ivan Capelli, affiancati dalle analisi degli inviati a bordo pista.