Christiane Amanpour, una delle più autorevoli corrispondenti internazionali della Cnn e, secondo Forbes una delle 100 donne più influenti al mondo, ha espresso forti preoccupazioni in merito all’acquisizione della Warner Bros Discovery, società madre della CNN, da parte di Paramount Skydance, già proprietaria di CBS News.
In occasione del summit “Truth Tellers”, dedicato al giornalista britannico Sir Harry Evans, Amanpour è stata molto chiara “Ovviamente sono preoccupata. E lo sono sulla base di ciò che è già successo alle altre realtà che David Ellison ha acquisito, come CBS News”, ha dichiarato la giornalista.
Il caso CBS e il timore per 60 Minutes
Nel suo intervento la giornalista ha parlato della situazione di CBS News dopo l’ingresso di Skydance: “Devo davvero elencare quello che sta succedendo lì? Perdita continua di telespettatori, probabilmente anche di denaro. Questo riallineamento ideologico di CBS e la potenziale distruzione di 60 Minutes…”. Sul noto programma domenicale ha aggiunto: “Nessuno può competere con 60 Minutes: è un programma televisivo straordinario che da decenni realizza giornalismo d’inchiesta e culturale di altissimo livello, con ascolti eccellenti e grandi profitti per il network.”
Una presa di posizione chiara, che arriva in un momento in forti tensioni all’interno di CBS, denunciate recentemente dalla storica corrispondente Sharyn Alfonsi che ha parlato di “l’interferenza aziendale e la paura editoriale” all’interno della rete.
In particolare l’editor in chief del network, Bari Weiss, ha da poco licenziato la storica caporedattrice esteri Claire Day, con sede a Londra, per la gestione dei conflitti in Medio Oriente. Al suo posto ha nominato, stando a quanto riportato dal Guardian, Shayndi Raice, già vice caporedattore per il Medio Oriente e il Nord Africa del Wall Steet Journal e nota per le sue posizioni apertamente filo-israeliane, condivise dalla stessa Weiss.
Il ruolo del giornalismo
Al momento David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance, non ha illustrato piani dettagliati su CNN, limitandosi a dichiarare che le sue reti all news si rivolgeranno ad un pubblico non fortemente schierato politicamente e che sostiene l’indipendenza editoriale. Mentre suo padre Larry Ellison, miliardario della tecnologia e vicino agli ambienti conservatori americani, secondo quanto riportato da alcuni funzionari della Casa Bianca, avrebbe già accennato alla possibilità di rimuovere alcuni conduttori non graditi all’amministrazione Trump.
Amanpour, senza fare riferimenti diretti alla politica statunitense ha criticato i leader occidentali che vorrebbero giornalisti “servili e ridotti a megafoni del potere”, invece che impegnati a raccontare la verità.
“Il Presidente deve rispondere al popolo attraverso di noi. Questo è il ruolo della stampa, il quarto potere. Punto” ha concluso.


















