Lo studio di TEHA con il contributo di Fondazione CRT evidenzia il ruolo che comunità locali e Terzo settore possono svolgere nel rafforzare crescita, occupazione e coesione sociale.
La povertà educativa continua a rappresentare uno dei principali fattori di fragilità sociale ed economica del Paese. È il quadro che emerge dallo Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa realizzato da TEHA Group con il contributo di Fondazione CRT, presentato stamattina a Torino, nella sede della Fondazione, nell’ambito del Salone OFF, il programma di eventi culturali collegato al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Lo studio rivela che nel 2025, in Italia, il 22,6% della popolazione – quasi un cittadino su 4 – è a rischio povertà o esclusione: è il settimo dato peggiore dell’Unione Europea. Inoltre i forti squilibri territoriali registrati – con 40 punti percentuali che separano la Calabria dalla Valle d’Aosta- sono i più alti presenti nei grandi Paesi europei. Per quanto riguarda i minorenni sono 1,3 milioni a vivere in condizioni di povertà assoluta, aumentati del 47% negli ultimi 10 anni.
Sul fronte dell’istruzione e delle competenze la percentuale di laureati in Italia rimane contenuta, superando di poco il 31%, mentre è alto il dato 13,3 % di NEET (Not in Education, Employment or Training), ragazzi cioè che non studiano né lavorano e che sono generalmente più a rischio di esclusione sociale.
Ascensore sociale fermo
In tema di mobilità sociale, secondo lo studio, ci vogliono 5 generazioni, circa 125 anni, perché una famiglia che si colloca nella fascia di reddito più bassa possa raggiungere la media nazionale. Chi infatti nasce in contesti svantaggiati ha più probabilità di interrompere gli studi, ottenere titoli di studio più bassi e minori opportunità occupazionali.
Pertanto, secondo le stime di TEHA, la riduzione della povertà educativa – ci mancano 2,2 milioni di lavoratori con istruzione secondaria superiore o terziaria – e una maggiore inclusione potrebbero portare fino a 3,2 milioni di occupati qualificati in più. Al contrario, la mancanza di competenze digitali di base – possedute appena dal 56% degli under 19, contro una media europea del 73%, quando il 41,5% delle offerte di lavoro pubblicate oggi su LinkedIn richiede competenze digitali avanzate – si può tradurre in esclusione sociale e professionale.
TEHA: relazione tra inclusione e pil
Nel corso della presentazione, Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, ha sottolineato il peso economico e sociale della questione: “Se l’Italia si allineasse alle best practice europee in termini di inclusione nella formazione, TEHA stima un potenziale di creazione di PIL fino a 48 miliardi di euro e l’uscita fino a 2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale”.
Fondazione CRT: ruolo delle comunità locali e del Terzo settore
“La povertà educativa è una sfida urgente che incide direttamente sul futuro dei nostri territori” ha detto la presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, sottolineando “quanto sia necessario disporre di analisi approfondite e radicate nei contesti locali, per leggere con maggiore precisione i bisogni reali di persone e comunità e orientare interventi e politiche in modo sempre più mirato ed efficace”.
Risultati in Piemonte e Valle d’Aosta
Grazie agli investimenti della Fondazione “sul contrasto alle fragilità educative, economiche e culturali” in Piemonte circa il 70% degli indicatori legati alla povertà educativa appare stabile o in miglioramento. Rilevanti la diminuzione della dispersione scolastica e la riduzione delle disuguaglianze sociali. Bene anche occupazione degli stranieri, dotazione delle strutture scolastiche e utilizzo delle risorse europee, mentre la povertà relativa delle famiglie è in crescita e le politiche culturali devono aumentare di efficacia.
In Valle d’Aosta i risultati più incoraggianti riguardano livelli contenuti di povertà familiare, alti tassi di occupazione degli stranieri e una buona rete di servizi per la prima infanzia. Tuttavia rimane alto il tasso di dispersione scolastica e di bassi livelli di scolarizzazione tra gli adulti.
Il tutto è stato presentato nel nuovo “Tableau de Bord della povertà educativa in Piemonte e Valle d’Aosta”, realizzato per aiutare a definire interventi territoriali ad hoc sulla base di una lettura approfondita dei fenomeni a livello locale.
Foto (Fondaz. CRT): Anna Maria Poggi












