AI City, la città virtuale al centro del progetto di di Gualtiero e Roberto Carraro

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AI City è il punto di partenza per comprendere come sta cambiando il rapporto tra persone, competenze e tecnologie. La città virtuale ideata da Gualtiero e Roberto Carraro trasforma l’Intelligenza Artificiale in un’esperienza immersiva: non si studia l’IA, la si attraversa. Ogni ambiente – la piazza, la scuola, l’ospedale, la fabbrica, il museo – mostra come decisioni, lavoro, educazione e cultura si stanno trasformando sotto l’effetto delle nuove tecnologie.

La nuova alfabetizzazione dell’IA

Dal 2 agosto, con l’entrata in vigore dell’articolo 4 dell’AI Act, la formazione sull’Intelligenza Artificiale diventa un requisito per partecipare alla vita economica e istituzionale. È l’inizio di una nuova alfabetizzazione: non solo digitale, ma cognitiva. L’IA non è più un tema futuristico, ma un’infrastruttura che già attraversa produzione, servizi pubblici, scuola e relazioni sociali.

L’Italia tra accelerazioni e ritardi

Nel nostro Paese – riporta Ilgiornaleditalia – il cambiamento procede in modo disomogeneo. Le grandi imprese investono in formazione e integrazione dell’IA nei processi produttivi, le PMI si muovono più lentamente, spinte da esigenze operative. La pubblica amministrazione avvia i primi percorsi di aggiornamento, mentre il Ministero dell’Istruzione introduce l’IA nelle scuole con progetti pilota. Ma il divario tra innovazione e competenze resta ampio.

La corsa globale

Regno Unito, Germania, Cina e Stati Uniti hanno già impostato strategie sistemiche in cui formazione e IA procedono insieme. Ovunque emerge lo stesso principio: la competitività si misura nella capacità di adattarsi, non nel numero di anni di anticipo o ritardo.

AI City come modello

In questo scenario, AI City propone un approccio antropocentrico: al centro non c’è la tecnologia, ma la persona. La piattaforma integra un chatbot immersivo che guida l’utente e adatta i contenuti al dialogo, trasformando la formazione in un’esperienza continua e contestuale. È un modello che supera i corsi tradizionali e avvicina l’apprendimento alla vita reale.

La sfida che inizia il 2 agosto

“L’Intelligenza Artificiale non è una tecnologia che si impara una volta sola: è un ambiente in cui si entra”, osserva Gualtiero Carraro. La vera sfida sarà rendere la formazione accessibile, continua e legata ai contesti reali.

Il 2 agosto segna l’inizio di questa trasformazione. Per affrontarla serviranno nuove competenze e nuovi luoghi in cui apprenderle. AI City indica una possibile direzione.