L’evento per festeggiare i 70 anni de Il Giorno, ha segnato il debutto di Leonardo Maria del Vecchio come editore.
Presente naturalmente Andrea Riffeser Monti che gli ha passato la maggioranza dell’Editoriale Nazionale, insieme alla figlia Sarah. Presenti il sindaco Sala, l’arcivescovo di Milano Delpini, il presidente del Senato La Russa, che hanno fatto tutti interventi quasi da tifoseria a sostegno dell’ informazione e della scelta di Del Vecchio.
Lui felice e sorridente, circondato da rappresentanti della Milano che istituzionale e di potere

Il Giorno con i festeggiamenti per i suoi 70 anni scrive un nuovo capitolo del suo manifesto programmatico insieme al nuovo editore del Gruppo Editoriale Nazionale, Leonardo Maria Del Vecchio.
La festa a Palazzo Bovara
La serata si è svolta nel prestigioso Palazzo Bovara di corso Venezia. Al centro della celebrazione, come ha ricordato la direttrice Agnese Pini, ci sono stati sentimenti, valori e storia, ma anche il coraggio di cambiare. Il Giorno è vivo perché ha saputo trasformarsi più volte nel corso della sua storia e oggi si trova dentro un nuovo passaggio storico. Leonardo Maria Del Vecchio ha parlato di un passaggio di testimone, di una responsabilità civica verso il mondo dell’informazione, che deve essere libera ma certificata, prodotta da chi ha radici solide e un’identità riconoscibile. Ha sottolineato la necessità di guidare il giornale verso il futuro, mettendo a disposizione delle nuove generazioni il patrimonio costruito nel tempo.
Il ruolo dei giovani e la missione dell’editoria
Del Vecchio, trentunenne, ha evidenziato la responsabilità verso i giovani, che non hanno più la passione e le dita sporche d’inchiostro della carta stampata. In un mondo in cui prevale chi fa più rumore sui social, la missione diventa portare l’editoria nel presente, offrendo firme autorevoli e punti di riferimento credibili. La storia evolve e Il Giorno evolverà con essa.
Il passaggio di testimone e il valore della tradizione
Sul palco è stata mostrata la storica foto di Martin Luther King con una copia de Il Giorno. Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, ha ricordato come quella immagine rappresenti un’eredità autentica e ha sottolineato l’orgoglio di vedere un giovane editore rivolgersi ai giovani lettori. Ha parlato della necessità di costruire un rapporto più saldo tra testate giornalistiche, istituzioni e cittadini.

Le istituzioni accanto al Giorno
Alla serata erano presenti numerose istituzioni. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha espresso ammirazione per Il Giorno, definendolo un giornale popolare nel senso più positivo e profondamente radicato nei territori, che devono essere rispettati e compresi. Ha invitato a continuare a denunciare ciò che non funziona, ma anche ad aiutare a trovare soluzioni.
L’augurio dell’arcivescovo Delpini
L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha rivolto un augurio affinché Il Giorno continui a essere un servizio stampa capace di lasciarsi inquietare dalla realtà, ponendosi domande e guardando con simpatia alle persone e agli eventi di cui è testimone. Ha ricordato come nel 1956 il giornale rappresentò una svolta, portando una voce innovativa nel panorama dell’informazione.

Le parole del presidente del Senato La Russa
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato il giornalismo puro e di informazione che ha caratterizzato Il Giorno, citando le grandi firme che ne hanno segnato la storia, tra cui Italo Calvino, che pubblicò a puntate Le Cosmicomiche. Ha sottolineato che la vera informazione è costosa e richiede fatica, un impegno condiviso da chi fa questo mestiere.

Il valore del lavoro giornalistico
Il senatore Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, ha ribadito che l’informazione richiede coraggio e responsabilità. Marco Alparone, vicepresidente della Regione Lombardia, ha ricordato che la forza di un giornale risiede nei giovani che hanno creduto nel sogno di fare i giornalisti e che hanno trovato nel quotidiano una casa professionale.
foto apertura: L’editore Leonardo Maria Del Vecchio e il presidente della Fieg, Andrea Monti Riffeser (Ansa)












