“Sono giornate in cui le dinamiche dell’assemblea elettiva vanno avanti. Il 22 giugno ci sarà un presidente e sarà un interlocutore con cui cercheremo di lavorare per migliorare e per cercare di fare ciò che non abbiamo fatto negli ultimi anni. E non solo perchè il calcio ne ha bisogno, ma perchè abbiamo bisogno di recuperare una reputazione e una credibilità persa”. Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, sull’elezione del futuro presidente della Figc, a margine dell’incontro con il Roma Club Gerusalemme allo Stadio Olimpico di Roma.
Il ministro ha guardato alla sorprendente qualificazione del Como in Champions League, leggendola come “dimostrazione che una buona formula societaria, tecnica e sportiva consente anche a realtà che non hanno mai toccato questi palcoscenici di arrivare in Champions”.
“Sogno anche un’esperienza italiana perché sono convinto che il talento ci sia ma c’e bisogno di fiducia, la pazienza e una visione che fatica ancora ad emergere. Non posso immaginare che il talento italiano si sia perso, è sacrificato in nome di interessi diversi”, ha concluso.












