Comunicare il sociale. Linguaggi, alleanze, e il nodo della misurazione

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Associazione Civita e CCO – Crisi Come Opportunità hanno organizzato un incontro intitolato “Comunicare il sociale oggi. Linguaggi, impatto e nuove responsabilità”. Presenti rappresentanti di associazioni, istituzioni, media e imprese. Conclusioni affidate a Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali di Roma Capitale.

Il tema centrale era la tensione tra denuncia e costruzione: come si racconta il disagio senza spettacolarizzarlo, la speranza senza renderla ingenua, l’impatto senza ridurlo a rendiconto. Una questione che riguarda insieme il giornalismo, la comunicazione d’impresa e le politiche pubbliche — e che difficilmente trova risposta in un formato unico.

Tra i passaggi più sostanziali, il riferimento allo SROI — social return on investment — come strumento di misurazione dell’impatto sociale, citato da Veronica Pamio di Aeroporti di Roma. In un settore dove la retorica dell’impatto tende a precedere la sua verifica, ancorare la comunicazione a metriche esplicite e confrontabili è una direzione che molte realtà del terzo settore e della filantropia d’impresa faticano ancora ad adottare sistematicamente.

Significativo anche il contributo di Elisabetta Soglio, caporedattrice di “Buone Notizie” del Corriere della Sera, sul rapporto tra notiziabilità e racconto del bene comune: un nodo strutturale del giornalismo italiano che il dibattito sul sociale tende a sfiorare più che ad affrontare. CCO porta al tavolo vent’anni di lavoro concreto nelle scuole e nelle carceri minorili — un ancoraggio di merito in una conversazione che rischia sempre di restare al livello dei principi.