Federico Mollicone (Foto Ansa)

Mollicone: informazione locale infrastruttura democratica. Pronti a riforma

Condividi

Tra interventi già messi in campo e lo studio di una riforma complessiva che stabilizzi fondi e renda più semplice l’accesso alle riforme, il presidente della Commissione Cultura ha parlato della centralità dell’informazione locale senza la quale – il suo allarme – si riduce la possibilità delle comunità di partecipare alle dinamiche pubbliche

“L’informazione territoriale, radicata nelle diverse realtà locali e regionali del Paese, costituisce una vera e propria infrastruttura democratica: garantisce la trasparenza, favorisce la partecipazione dei cittadini e assicura la coesione sociale”.
A dirlo il Presidente della Commissione editoria della Camera Federico Mollicone in occasione del convegno ‘Voci del territorio, Investire nel valore dell’informazione locale’ organizzato a Roma dalla Federazione Italiana Liberi Editori, dalla Nasce Consorzio Editoriale e dall’Associazione Generale Cooperative Italiane.

L’azione di Governo

“Grazie all’azione incisiva del Sottosegretario Barachini e del Governo, abbiamo superato la logica dei meri interventi congiunturali per strutturare una reale politica industriale del comparto”, ha spiegato, riferendosi agli interventi messi in campo dall’esecutivo di cui fa parte.
“Rivendichiamo con forza lo sblocco e la rimodulazione strategica del Fondo Straordinario per l’Editoria, consolidato nell’ultima manovra finanziaria da un incremento strutturale di 60 milioni di euro per il Fondo per il pluralismo. Abbiamo respinto dinamiche di ripartizione asimmetriche e garantito la piena salvaguardia dei tetti di spesa destinati all’emittenza radiotelevisiva locale”.
Tra gli interventi, Mollicone ha ricordato anche quanto fatto per la “rigenerazione professionale e il contrasto al precarietà strutturale delle redazioni territoriali”, finalità per cui il governo ha reso operative “finestre di incentivo per la stabilizzazione e l’assunzione di professionisti ‘under 36’, offrendo alle imprese editoriali uno sgravio diretto sul costo del lavoro”.
“Infine, abbiamo agito sulla logistica e sui canali di prossimità”, ha aggiunto.

Riforma del sistema

Oltre a queste misure, ha segnalato ancora Mollicone, “la Commissione sta ponendo le basi per una complessiva riforma sistemica del settore da attuarsi mediante una futura legge delega”.
“Vogliamo muoverci su linee chiare: la stabilizzazione e il vincolo di destinazione di risorse certe, a partire dalla quota del canone radiotelevisivo per l’emittenza locale, per garantire il pluralismo e tutelare i livelli occupazionali; l’introduzione di criteri premiali nell’accesso ai fondi per favorire l’inclusione dei giovani giornalisti; una drastica semplificazione delle procedure burocratiche per l’accesso alle risorse, pensata specificamente per tutelare la piccola e media editoria indipendente e, anche qui, l’emittenza locale e territoriale”.

“In questo quadro di modernizzazione, riteniamo fondamentale affrontare anche il tema della tutela della proprietà intellettuale nell’ecosistema digitale. In attuazione della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, lavoreremo per garantire l’applicazione delle normative sull’equo compenso da parte delle grandi piattaforme globali, affinché il valore del lavoro giornalistico territoriale venga sempre giustamente riconosciuto e remunerato”.
“Questa svolta mira a valorizzare chi è radicato sul territorio, riconoscendo che l’informazione di prossimità non è solo un servizio, ma un presidio fondamentale di democrazia e coesione sociale per le nostre comunità. È una riforma complessa, che intendiamo scrivere ascoltando le categorie, per dare stabilità e futuro a chi racconta l’Italia reale giorno dopo giorno”, ha detto poi.

Rischio depauperamento

Il presidente Mollicone ha, infine, concluso: “Il depauperamento delle testate radicate nelle singole realtà geografiche comporta, in modo inevitabile, una riduzione della capacità delle comunità di conoscere e partecipare alle dinamiche pubbliche. Non possiamo permetterlo. Garantire stabilità, continuità e un quadro normativo moderno a questo comparto rappresenta, pertanto, un dovere istituzionale prioritario. Solo attraverso il lavoro sinergico tra Governo, Parlamento e categorie, il pluralismo e l’informazione locale e territoriale possono tornare a essere il fulcro dell’informazione nazionale”.