Il chatbot addestrato su 17 mila articoli, foto e video online senza licenza l’accusa delle emittente americana
La Cnn ha depositato un’azione legale contro lo sviluppatore di intelligenza artificiale Perplexity, accusandolo di aver utilizzato impropriamente contenuti editoriali per addestrare e alimentare i propri motori di intelligenza artificiale.
In particolare, secondo l’accusa, la piattaforma si sarebbe appropriata di oltre 17.000 articoli, immagini e video originali, eludendo le norme che regolano la proprietà intellettuale.
Fallito un tentativo di accordo nel 2025
La linea difensiva di Perplexity si basa sul principio per cui il diritto d’autore “non può essere applicato sui fatti, le idee o i sistemi, ma unicamente sul modo in cui essi vengono espressi”. L’azienda sostiene di elaborare e distribuire “informazioni” neutre e non “contenuti” protetti.
Al contrario, la Cnn rimarca che un articolo giornalistico, per quanto basato su fatti reali, è il risultato di un lavoro di analisi, verifica e interpretazione che lo rende un’espressione creativa soggetta a tutela.
La Cnn ha precisato che l’azione legale non nasce da una preclusione di principio verso la tecnologia ma giunge dopo negoziazioni fallite su un possibile accordo di licenza con Perplexity nel corso del 2025. Il gruppo editoriale ha ricordato di avere già attive partnership simili con altre realtà tecnologiche, tra cui Meta.
Le cause tra testate e big tech
Dall’esplosione di ChatGpt, nel 2022, negli Stati Uniti si è registrato un numero crescente di cause intentate da editori di news e non solo – ma anche autori – contro le big del settore dell’intelligenza artificiale.
Nel caso di Perplexity, ricorda Reuters, la vertenza di Cnn si aggiunge alle cause già intentate da New York Times, Dow Jones e Reddit.












