Il marchio Freeda e i suoi principali asset digitali finiscono all’asta nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale aperta dal Tribunale di Milano (procedura n. 365/2025).
Il lotto – riporta Primaonline.it – in vendita comprende il brand Freeda e i profili social su Instagram (Italia e Spagna), Facebook, LinkedIn e TikTok (Italia e Spagna), per una community complessiva di oltre 6 milioni di follower.

Prezzo base per Freeda
Il prezzo base – insieme agli altri dettaglio dell’offerta pubblicati qui https://pbg.fallcoaste.it/vendita/lotto-1-marchio-freeda-instagram-italia-spagna-facebook-linkedin-tiktok-italia-spagna-1584933.html – è fissato a 300mila euro, mentre il prezzo minimo di aggiudicazione è di 225mila euro. Considerando IVA e oneri, il valore complessivo dell’operazione può arrivare a 420.900 euro.
Gara asincrona
La gara telematica asincrona è in programma il 19 giugno 2026, dalle ore 11 alle 12. Le offerte potranno essere presentate fino al 17 giugno tramite bonifico bancario, con una cauzione minima di 15mila euro.
Gli interessati potranno accedere alla documentazione completa e alla perizia previa sottoscrizione di un accordo di riservatezza.
Info
Tutte le informazioni sull’asta qui: https://pbg.fallcoaste.it/vendita/lotto-1-marchio-freeda-instagram-italia-spagna-facebook-linkedin-tiktok-italia-spagna-1584933.html
La storia di Freeda
Freeda è stata una delle media company digitali più innovative nate in Italia negli ultimi dieci anni. Fondata a Milano nel 2016 da Andrea Scotti Calderini (intervistato dal mensile ‘Prima Comunicazione’ numero 483, maggio 2017), la società si è imposta rapidamente nel panorama editoriale grazie a un modello costruito quasi esclusivamente sui social network, con contenuti rivolti soprattutto a donne, Millennials e Generazione Z.
La crescita è stata veloce. Attraverso video brevi, storytelling, interviste e campagne dedicate a temi come empowerment femminile, inclusione, diritti, lavoro e lifestyle, Freeda è riuscita a costruire una vasta community online, attirando l’interesse di numerosi brand interessati a raggiungere un pubblico giovane e altamente coinvolto. Il progetto si è progressivamente espanso oltre i confini italiani, approdando in Spagna e sviluppando un modello di business basato sulla produzione di contenuti editoriali e branded content per aziende e inserzionisti.
Nel corso degli anni la società ha raccolto diversi finanziamenti e ha attirato l’attenzione di importanti investitori. Tra questi il gruppo francese Webedia, controllato dalla famiglia Pinault, che ha sostenuto la crescita internazionale della media company. Freeda è arrivata a rappresentare uno dei casi più citati nel settore dei media digitali europei, con milioni di follower distribuiti tra Instagram, Facebook, TikTok e altre piattaforme social.
L’evoluzione del mercato digitale, la crescente dipendenza dagli algoritmi delle piattaforme e il rallentamento degli investimenti pubblicitari hanno però reso più complesso il percorso di crescita. Negli ultimi anni la società ha affrontato una fase di difficoltà economica e finanziaria che ha portato a una progressiva riorganizzazione delle attività.
La crisi si è conclusa con l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale da parte del Tribunale di Milano. L’asta segna così l’epilogo di una delle esperienze più significative dell’editoria digitale italiana, che per anni ha rappresentato un modello innovativo di comunicazione social e di relazione tra contenuti editoriali, community e brand.











