Tarolli andrà in Havas come country manager

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Matteo Tarolli protagonista di un cambiamento rilevante negli assetti di vertice della pubblicità italiana: il prossimo autunno dopo avere lasciato Starcom, del gruppo Publicis e una volta fatto il consueto periodo di pausa operativa, andrà in Havas come country manager, passando da una realtà transalpina leader all’altra. Havas è molto meno possente nell’adv, ma ha una proprietà – quella della famiglia Bollorè – che ha un profilo più articolato ed un radicamento storico in Italia.

La ricostruzione

Le voci di mercato, si sono fatte negli ultimi giorni sempre più insistenti, dando come destinato ad essere essere ufficializzato a breve il trasloco. Al centro dell’operazione si incrociano Starcom, una delle sigle di punta di Publicis Groupe, e Havas Italia, l’entita nazionale del gruppo francese guidato a livello internazionale da Yannik Bollorè.

La famiglia Bollorè, vale la pena ricordarlo, controlla anche Vivendi, che rimane il secondo azionista di MFE ed è stato azionista di maggioranza di TIM prima dell’avvento di Poste. Le due società – Havas e Vivendi – l’anno scorso sono state quotate in Borsa in maniera separata attraverso uno spin off. Ed entrambe ora guardano all’Italia come a un mercato strategico su cui tornare a rafforzarsi.

C’è una presenza da rigenerare. Un Paese chiave dell’Europa in cui riposizionarsi più benevolmente dopo le tensioni storiche – di sistema – sia sul fronte TIM, che su quello MFE, con l’opa ostile di Vivendi su Mediaset, rapidamente bloccata da Cologno, che qualche anno fa aveva mandato all’aria un’alleanza storica.

Tarolli, in questo contesto – è la tesi diffusa – può essere un perfetto ambasciatore di Yannik Bollorè a Cologno. E non c’è dubbio che – anche se in Francia la presenza di Vivendi è rappresentata dalla pay tv Canal Plus e non da emittenti free – per i vertici di MFE, non sarebbe ininfluente poter guardare ai rapporti con Parigi in una maniera meno fredda di quella attuale.

Si cercava un capo con attitudini molto più larghe di quelle di un leader del media e dell’adv

In una prima fase, le ricerche avviate da Havas tramite head hunter sembravano concentrate sulla guida di Havas Media, rimasta vacante dopo l’uscita di scena di Stefano Spadini. Con il progredire delle valutazioni, però, l’orizzonte si è progressivamente ampliato. La proprietà francese ha maturato la convinzione che fosse necessario individuare una figura diversa e con compiti più ambiziosi, capace di guidare una fase di rafforzamento complessivo di Havas in Italia, andando oltre il solo perimetro dell’advertising e del media.

La decisione di puntare su Tarolli si inserisce in questa logica. Un profilo, nelle intenzioni, in grado di rappresentare un punto di riferimento non solo per il business pubblicitario, ma anche per gli interessi più ampi del gruppo Bolloré e di Vivendi nel contesto italiano, inclusi i rapporti con il sistema dei media e dell’industria.

Il percorso in Starcom

Determinante, in questa scelta, è il percorso costruito da Tarolli alla guida di Starcom. Sotto la sua leadership, l’agenzia è diventata – dicono i report degli osservatori specializzati – una delle realtà più brillanti e continue del mercato italiano. L’acquisizione del budget Enel è forse il fiore all’occhiello, ma il bouquet di budget nazionali rilevanti arrivati in Publicis è molto ampio. Un lavoro, quello di Tarolli, che ha contribuito a rafforzare il posizionamento di Starcom come player di riferimento all’interno del panorama media nazionale.

Un ciclo che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe quindi concludersi molto presto. Il passaggio in Havas configurerebbe quindi Tarolli come country manager per l’Italia, ma con un mandato ampio e trasversale, simbolo della volontà del gruppo francese di accelerare e investire. Parallelamente, in casa Publicis sono già avviate le riflessioni sulla successione alla guida di Starcom, a conferma del peso strategico dell’operazione e delle sue possibili ricadute sull’intero settore.