Mentre alcuni – come Scorsese e Cameron – abbassano le difese contro i software generativi, altri – come Del Toro – restano allineati a posizioni più radicali di rifiuto. E intanto attori e artisti cercano di tutelarsi
Quello tra Hollywood e l’intelligenza artificiale è un rapporto complicato e non privo di sorprese in certi casi. L’ultimo esempio è Martin Scorsese, icona del cinema internazionale, entrato come socio e consulente di Black Forest Labs, una startup specializzata nella generazione di immagini e video tramite modelli di IA.
Il regista userà la tecnologia della compagnia tedesca per creare gli storyboard, gli schizzi visivi che raccontano un film prima che venga girato.
“Ricordiamoci che il cinema è un mezzo giovane, ha circa 125 anni, quindi dobbiamo essere aperti a come può evolversi”, ha spiegato Scorsese sul blog di Black Forest Labs che racconta la collaborazione.
I grandi nomi pro IA
Scorsese non è il solo volto noto di Hollywood pro-IA. James Cameron, regista di Avatar, Titanic e Terminator, è entrato nel 2024 nel consiglio di amministrazione di Stability AI, la società dietro il modello Stable Diffusion.
Cameron, ricorda Ansa, ritiene che i cineasti debbano abbracciare l’IA per tagliare i costi degli effetti speciali ma senza stravolgere il ruolo dell’attore. “L’IA ci obbliga ad alzare l’asticella a un livello di disciplina molto elevato e a continuare a essere creativi e fuori dagli schemi”, aveva detto in occasione dell’uscita del terzo capitolo di Avatar, ‘Fuoco e Cenere’.
Dalla passerella del Festival di Cannes una apertura è arrivata poi anche da Demi Moore. “Ho sempre pensato che l’opposizione generi altra opposizione”, le sue parole durante una conferenza stampa alla manifestazione. “L’intelligenza artificiale è già una realtà. Combatterla significa combattere una battaglia che perderemo”, il suo punto di vista.
I no
Dall’altra parte della barricata c’è Guillermo del Toro. Il regista messicano ha costruito la sua opposizione all’IA in modo progressivo e sempre più radicale. Alla presentazione del suo Frankenstein su Netflix, ha detto senza giri di parole, “l’IA, in particolare quella generativa non mi interessa, né mi interesserà mai. Ho 61 anni e spero di riuscire a restare disinteressato fino alla morte”. Pochi mesi dopo, sul palco dei Gotham Awards, mentre accettava il Vanguard Tribute insieme a Jacob Elordi e Oscar Isaac, ha ringraziato cast e troupe per aver realizzato un film “fatto deliberatamente da esseri umani, per esseri umani”.
Anche Steven Spielberg ha precisato di poter tollerare l’intelligenza artificiale esclusivamente come strumento tecnico accessorio, opponendosi all’eventualità che possa intervenire nella scrittura delle sceneggiature o nella genesi delle storie.
Il nodo del contendere con gli attori
E poi ci sono i sindacati. Nel 2023, la Wga, in rappresentanza degli sceneggiatori statunitensi, e la Sag-Aftra, per gli attori, hanno firmato nuovi contratti per prevenire la sostituzione della forza lavoro umana e la conseguente svalutazione economica e professionale degli iscritti anche attraverso l’impiego della nuova tecnologia.
I contratti sono in scadenza il 30 giugno e vanno ridiscussi per evitare un altro fermo.
Il livello di allerta resta alto e le iniziative dei singoli artisti si moltiplicano. Matthew McConaughey nei mesi scorsi – cosa fatta in Italia anche da Luca Ward – ha depositato la registrazione di otto marchi che proteggono non solo la sua immagine, ma anche il timbro vocale e le celebri espressioni facciali per tutelarsi dalle eventuali repliche non autorizzate dell’intelligenza artificiale.
Una mossa non solo etica ma che ha il sapore del business: da fine 2025, McConaughey ha confermato di essere, da anni, investitore in ElevenLabs, società software che sviluppa modelli per la clonazione audio e la manipolazione del parlato.
Mentre è notizia di poche settimane fa che diversi artisti, hanno lanciato un registro pubblico gratuito per dare il consenso all’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro creativo e nell’immagine. Capofila dell’iniziativa è Cate Blanchett con la no profit Rls Media, ma con lei si sono già schierati grandi nomi di Hollywood come George Clooney, Tom Hanks, Meryl Streep ed Emma Thompson.


















