Sam Altman (foto LaPresse)

OpenAI deposita alla Sec la documentazione per lo sbarco in Borsa

Condividi

La startup creatrice di ChatGpt accelera sulla quotazione dopo Anthropic e SpaceX di Musk

Ora è il turno di OpenAi. La società guidata da Sam Altman ha infatti depositato in via riservata la documentazione per un’offerta pubblica iniziale (Ipo) presso la Sec, la Consob Usa, unendosi agli altri colossi dell’IA pronti a quotarsi, una settimana dopo Anthropic e pochi giorni prima del previsto sbarco al Nasdaq di SpaceX, di Elon Musk, il 12 giugno.

Tempistiche ancora incerte

La procedura di deposito riservato consente alla società di sottoporre i propri dati finanziari all’esame delle autorità di regolamentazione prima che siano resi pubblici e messi a disposizione dei potenziali investitori.

Con una valutazione da oltre gli 850 miliardi di dollari, OpenAi si preparando per l’approdo in Borsa, potenzialmente già entro il quarto trimestre del 2026. Ma la reale tempistica della quotazione resta incerta.
“Di recente abbiamo depositato un modulo S-1 in via riservata. Prevediamo che la notizia trapelerà, quindi abbiamo deciso di annunciarlo noi stessi. Non abbiamo ancora stabilito le tempistiche; potrebbe volerci del tempo, poiché ci sono obiettivi che probabilmente è più semplice perseguire rimanendo un’azienda privata”, ha spiegato la società in un post.
Tuttavia, “si tratta di una situazione complessa che richiede di bilanciare diversi fattori; questa mossa ci offre l’opzione di quotarci in borsa prima, qualora dovessimo ritenerlo la scelta migliore”.

Altman: “siamo nella terza fase di OpenAi”

L’azienda sta collaborando alla pratica di quotazione con banche quali Goldman Sachs e Morgan Stanley. Davanti alla concorrenza nell’ai da parte di Musk, Anthropic e Google, il ceo Sam Altman dovrà convincere gli investitori, in particolare, sulla situazione finanziaria di OpenAI che ha raccolto oltre 180 miliardi di dollari di finanziamenti, ma continua a bruciare risorse economiche.
In un post, Altman ha introdotto quella che ha definito ‘la terza fase di OpenAI’. La prima è stata dedicata alla ricerca sull’intelligenza artificiale generale, la seconda ha visto l’azienda trasformarsi in una realtà orientata al prodotto, imparando a comprendere come le persone utilizzassero i suoi strumenti, mentre “ora stiamo entrando nella terza fase”.

L’economia sta iniziando a riconfigurarsi attorno all’IA: “La questione centrale, a questo punto, è come rendere l’IA avanzata abbondante, accessibile, sicura, utile e sufficientemente semplice da permettere a ogni persona e organizzazione di trarne vantaggio”.