Cristiano Bosco è il nuovo portavoce di Salvini. Matteo Pandini passa a capo dell’ufficio stampa Enav

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Come anticipato qui su Primaonline, Matteo Pandini non sarà più il portavoce del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. La notizia è stata ufficializzata di recente dopo settimane di indiscrezioni che anticipavano un possibile cambio ai vertici della comunicazione del segretario del Carroccio.

Dopo otto anni al fianco di Salvini, Pandini lascia il ruolo di storico capo ufficio stampa. Al suo posto arriverà Cristiano Bosco, mentre un ruolo nella squadra della comunicazione dovrebbe essere affidato anche all’ex direttore de Il Tempo, Davide Vecchi.

Una scelta condivisa con Salvini

Alla base dell’avvicendamento, secondo quanto spiegato dallo stesso Pandini, non ci sarebbero contrasti con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In un messaggio inviato ai giornalisti attraverso una chat WhatsApp e ripresa dal Foglio, Pandini ha chiarito che la decisione era stata concordata con Salvini già alla fine del 2025.

“Dopo anni gomito a gomito, già a fine 2025 avevo condiviso con lui la necessità di allentare gli impegni e infatti avevo lasciato il testimone di capo ufficio stampa del Mit a Simone Rossi”.

Il nuovo incarico all’Enac

Conclusa l’esperienza accanto al leader della Lega, Pandini assumerà la guida dell’ufficio stampa dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. “Vi ringrazio per gli anni di lavoro insieme”, ha scritto ai colleghi. “Ho sempre fatto il massimo ma, ovviamente, ci sono state situazioni di fatica e di difficoltà. Il mestiere di portavoce e/o capo ufficio stampa è impegnativo, e il momento del confronto con voi è solo la punta dell’iceberg di un’attività straordinaria ma che non contempla pause”.

Il messaggio a Salvini

Nel suo saluto, Pandini ha voluto rivolgere un pensiero anche a Matteo Salvini. “Per me un amico fraterno: non verranno mai meno affetto, stima e riconoscenza per le straordinarie occasioni che mi ha offerto. Da parte mia, ho fatto il massimo per cercare di meritarmele”.

Infine ha spiegato di vivere questo passaggio come un cambio necessario dopo anni di intenso lavoro. “Sono come un calciatore che, stremato, chiede di essere sostituito. È il modo migliore per rispettare la maglia, che per me ha valore inestimabile. Consentitemi di dire che sono emozionato e molto riconoscente. Nel mio futuro vedo, finalmente, le vacanze. Con il cellulare spento o ignorato”.

Matteo Pandini e Matteo Salvini – foto LaPresse