Il Corriere della Sera prepara una delle più importanti riorganizzazioni degli ultimi anni. Nel piano editoriale illustrato alla redazione dalla direzione guidata da Luciano Fontana, il quotidiano di via Solferino punta ad accelerare la trasformazione digitale con nuovi orari di lavoro e una maggiore integrazione tra carta e web, valuta una revisione dei dorsi locali e dei prodotti settimanali nell’ottica di rafforzare la crescita digitale e degli abbonamenti, e sviluppa nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale alimentati dall’archivio del giornale.
Proprio su quest’ultimo fronte si apre però un confronto con il Comitato di redazione, che insieme alle ricadute organizzative e occupazionali del piano rivendica garanzie sul diritto d’autore e una remunerazione per l’utilizzo dei contenuti giornalistici nei nuovi servizi AI sviluppati dall’azienda.
Pubblichiamo qui di seguito ampi stralci della lettera con cui i rappresentanti sindacali hanno condiviso con la redazione i punti principali del documento.
La nota del Comitato di redazione del Corriere della Sera fa il punto sul nuovo piano editoriale e di riorganizzazione del lavoro, “ancora in via di definizione e oggetto di discussione nei prossimi incontri sindacali”. Tra i punti principali, come detto, c’è la riorganizzazione degli orari di lavoro conseguenza della strategia ‘digital first’, la revisione di dorsi locali e settimanali e il rapporto tra Ai e contenuti giornalistici a cui attingere:
Digital first
“È il momento di completare la transizione digitale con una riorganizzazione che risponda completamente ad un flusso digital first. In questi anni abbiamo fatto tantissimo ma ci sono ancora situazioni diverse nelle varie redazioni: in alcune l’integrazione carta-web è effettiva in altre ancora si lavora con una divisione tra chi segue la carta e chi il web che va superata rapidamente. L’attività digitale deve coinvolgere tutti i giornalisti del Corriere. Seguendo l’esempio di altri grandi giornali simili va aumentata la presenza della redazione nella prima parte della giornata”.
La proposta è che 30% della redazione inizi il lavoro al mattino alle 7 (con una presenza contenuta per l’avvio del lavoro sul sito alle 6), un altro 30% arrivi in redazione alle 11, subito dopo la riunione generale del mattino, per mettere subito in campo tutte le attività programmate e il restante 40% alle 15 del pomeriggio. Cambiando anche l’impostazione della riunione del mattino, più orientata a decidere e programmare i contenuti della giornata che, in linea generale, andranno tutti sul digitale. Nel primo pomeriggio si farà una selezione per quelli da portare sulla carta, riservando al giornale in edicola alcune esclusive che verranno decise. “Tutto il lavoro, compresi grafici, foto, infografiche, dovrà essere pensato con una declinazione per il digitale”. Sarà utile una specializzazione della nostra redazione grafica anche verso queste competenze, sempre più necessarie per il futuro”.
Revisione dei dorsi locali e prodotti settimanali
“La direzione sta svolgendo per questo un’attenta valutazione della nostra presenza locale finalizzata a un maggiore equilibrio tra i pesi della carta e quelli del digitale con l’obiettivo di accrescere le risorse e l’impegno destinato alla crescita web e degli abbonati digitali. È allo studio, per queste ragioni, una revisione della foliazione dei dorsi locali con una possibile riduzione nelle situazioni in cui si riterrà necessario. La stessa valutazione è in corso per i prodotti settimanali per decidere qual è il giusto equilibrio”.
“Contestualmente il Cdr ha chiesto un aggiornamento sull’assunzione dei colleghi precari. Su cinque assunzioni previste nelle redazioni in sofferenza ne è stata realizzata soltanto una a Milano. L’ipotesi resta realizzarle tutte entro l’anno”.
Intelligenza artificiale e diritto d’autore
“L’Ai renderà più semplice produrre contenuti standard, generici, basati su “data base” consolidati fino a quel momento. Non sono questi e non dovranno esserlo i contenuti del Corriere della Sera che ha nel lavoro e nella qualità dei suoi giornalisti la stella polare”
Il piano editoriale descrive poi in dettaglio il prodotto “Chiedi al Corriere”: un motore di ricerca conversazionale basato su milioni di articoli del giornale dal 2001, destinato agli abbonati, integrato nel sito e nelle applicazioni aziendali.
“Il Cdr ha ricordato che questo tipo di soluzioni Ai sono costruite interamente sui contenuti prodotti dai giornalisti. Generano valore commerciale diretto (abbonamenti, fidelizzazione, ricavi) a partire dal lavoro intellettuale della redazione, senza che sia stato definito alcun accordo sulla remunerazione specifica di questo utilizzo né sulle garanzie in materia di diritto d’autore. La stessa Direzione, nel documento, ammette che «già oggi i contenuti del giornale sono i più utilizzati in Italia per validare notizie e analisi da parte delle grandi piattaforme» e che «tutto ciò avviene senza alcun accordo e valore economico per noi». Ebbene: lo stesso principio vale all’interno. I giornalisti non possono essere solo una risorsa estrattiva. I loro articoli non possono essere un database liberamente disponibile per prodotti commerciali (inclusa l’azienda editrice) senza un accordo esplicito sulle condizioni di utilizzo e sulla remunerazione. Il Cdr ribadisce che simili soluzioni non possono essere lanciate prima della conclusione dell’accordo sindacale sull’uso degli strumenti AI attualmente in trattativa, e su cui ha il mandato dell’Assemblea dei giornalisti del Corriere della sera”












