L’Unione europea sanziona il cyber-ecosistema russo: colpiti hacker, società e infrastrutture digitali
Nel mirino del Consiglio Ue nove persone e quattro organizzazioni accusate di aver sostenuto attacchi informatici contro governi, media, infrastrutture energetiche e servizi essenziali. Per la prima volta Bruxelles e Londra coordinano simultaneamente le sanzioni.
L’Unione europea alza il livello dello scontro con la Russia anche sul terreno della cybersicurezza. Il Consiglio dell’Ue ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro nove cittadini russi e quattro organizzazioni ritenuti parte dell’ecosistema cyber utilizzato da Mosca per condurre o facilitare attacchi informatici contro l’Unione europea, gli stati membri e i partner internazionali.
Le misure colpiscono soggetti accusati di aver partecipato a campagne di ransomware, phishing, furto di dati, attacchi DDoS e operazioni di destabilizzazione rivolte contro infrastrutture critiche, amministrazioni pubbliche, istituzioni finanziarie e organi di informazione.
Tra le società sanzionate figura Media Land LLC, provider di servizi di bulletproof hosting, accusata di aver ospitato infrastrutture utilizzate dalla criminalità informatica per diffondere malware e condurre campagne di ransomware e phishing su larga scala. Colpite anche la società collegata ML.Cloud e il proprietario Alexander Volosovik.
Nel provvedimento compare inoltre Z-Pentest, gruppo di hacktivisti filorussi accusato di aver preso di mira infrastrutture energetiche e idriche europee, tra cui un attacco contro un gestore dell’acqua in Danimarca nel dicembre 2024. Sanzionati anche la leader del gruppo, Yuliya Pankratova, e l’hacker Denis Degtyarenko, entrambi collegati alla Cyber Army of Russia Reborn (CARR), organizzazione ritenuta responsabile, dal 2022, di numerose campagne di attacchi DDoS contro governi, istituzioni finanziarie, media e infrastrutture critiche nei Paesi che sostengono l’Ucraina.
L’Ue ha inoltre inserito nella lista delle sanzioni LLC Impuls e il suo proprietario Evgeniy Bashev, accusati di fornire supporto tecnico all’unità 29155 del GRU, il servizio d’intelligence militare russo.
Tra le persone colpite figurano anche Maksim Voronin, Maksim Gordienko e Vitaly Kovalev, ritenuti coinvolti nello sviluppo e nella diffusione di malware come LummaC2, specializzato nel furto di credenziali, e dei noti malware Trickbot e Conti, protagonisti negli ultimi anni di numerose campagne ransomware a livello mondiale.
Parallelamente il Consiglio ha adottato nuove misure anche nell’ambito delle attività di destabilizzazione attribuite alla Russia, inserendo tra i sanzionati Ivan Kasyanenko, vice comandante del Servizio Operazioni Speciali del GRU e indicato come uno dei coordinatori dell’Unità 29155. Secondo Bruxelles avrebbe avuto un ruolo nelle operazioni clandestine russe in Europa, nell’avvelenamento di Sergei Skripal nel Regno Unito nel 2018, nelle attività del gruppo Wagner in Africa e nelle operazioni di cooperazione militare con l’Iran.
Per tutti gli interessati scattano il congelamento dei beni presenti nell’Unione europea, il divieto per cittadini e imprese europee di mettere a disposizione risorse economiche e il divieto di ingresso o transito nel territorio dell’Ue.
Il nuovo pacchetto presenta anche un’importante novità politica. Per la prima volta Unione europea e Regno Unito hanno adottato simultaneamente sanzioni coordinate nell’ambito dei rispettivi regimi contro le minacce cyber, un segnale della crescente cooperazione occidentale nel contrasto alle operazioni informatiche attribuite a Mosca.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Cyber Diplomacy Toolbox, lo strumento adottato dall’Unione europea nel 2017 per prevenire, scoraggiare e rispondere alle attività cyber ostili, e rafforza il regime sanzionatorio istituito nel 2019 contro gli attacchi informatici che minacciano la sicurezza dell’Unione.
Per il mondo dei media e della comunicazione il provvedimento conferma un dato ormai consolidato: le campagne di disinformazione, gli attacchi informatici e le operazioni ibride sono sempre più parte integrante della competizione geopolitica, rendendo cybersicurezza e resilienza digitale elementi centrali anche per editori, broadcaster e piattaforme informative.











