Fenomeno Roost? “Low-cial” che punta sulla lentezza e piace agli adolescenti

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Non vuole sostituire X o Facebook, ma rappresentare un’alternativa basata su un principio opposto: la lentezza. Roost è il nuovo social network che ha raggiunto 300mila iscritti proponendo un modello di comunicazione digitale in controtendenza rispetto alle piattaforme tradizionali, dove i messaggi vengono inviati e ricevuti in tempo reale.

Dopo la registrazione, gli utenti possono scegliere quattro uccelli da inserire nella propria colonia. Saranno loro a consegnare i messaggi seguendo tempi compatibili con la distanza geografica tra i contatti, simulando così i tempi necessari a un viaggio reale. Chi desidera rallentare ancora di più le conversazioni può scegliere altri messaggeri, come lumache o tartarughe.

Il suo creatore – riporta Ansa – definisce Roost una piattaforma “slow-cial”, termine nato dalla fusione di “slow” e “social”. Fino a pochi giorni fa il servizio contava appena 10mila utenti, ma ha registrato una crescita improvvisa dopo un post pubblicato su Threads da un utente che raccontava l’esperienza della figlia, impegnata a comunicare con i coetanei utilizzando l’inglese elisabettiano. La vicenda ha attirato l’attenzione degli utenti e contribuito alla rapida diffusione del progetto, come riportato da TechCrunch.

I dati mostrano un interesse particolarmente forte tra gli adolescenti, una fascia sempre più attratta da forme di comunicazione digitale basate sulla cosiddetta “gratificazione ritardata”, cioè sulla possibilità di attendere invece di ricevere risposte immediate.

Roost è stato sviluppato da Logan Mendelsohn (foto), product manager per la sicurezza di Ticketmaster. Secondo il suo ideatore, la piattaforma nasce con l’obiettivo di ridurre la pressione psicologica legata all’aspettativa di una risposta istantanea, una dinamica ormai centrale nella cultura digitale contemporanea.

Il social integra inoltre impostazioni predefinite dedicate alla privacy e una funzione che permette agli utenti di scambiare messaggi con interlocutori anonimi, rafforzando l’idea di una comunicazione più lenta e meno legata alla velocità tipica delle piattaforme attuali.