atletica femminile (foto LaPresse)

L’atletica in tv cambia regole: nuove linee guida europee contro la sessualizzazione delle atlete

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L’atletica in televisione si prepara a cambiare volto. L’EBU (European Broadcasting Union), l’Unione Europea di Radiodiffusione, ha pubblicato nuove linee guida per promuovere una copertura mediatica più rispettosa delle competizioni femminili e contrastare la sessualizzazione delle atlete durante le trasmissioni sportive.

Le indicazioni sono state sviluppate in collaborazione con European Athletics e con il contributo di atlete olimpiche di primo piano, tra cui la campionessa britannica del salto con l’asta Holly Bradshaw e la lunghista serba Ivana Spanovic. L’obiettivo è rispondere in modo concreto al fenomeno dell’oggettivazione delle prestazioni sportive femminili sullo schermo.

Più attenzione alle prestazioni e meno all’aspetto fisico

Le nuove linee guida – riporta Adnkronos – puntano ad alzare gli standard editoriali delle trasmissioni sportive, invitando emittenti, registi e operatori a privilegiare il racconto tecnico delle competizioni, salvaguardando al tempo stesso la professionalità e la dignità delle atlete.

Nelle settimane scorse il direttore esecutivo di EBU Sport, Glen Killane, aveva spiegato il senso dell’iniziativa: “Lo sport femminile merita di essere visto, trasmesso e valorizzato su un piano di parità. Ci impegniamo a trasformare questo obiettivo in realtà insieme ai nostri membri e partner”.

Killane ha inoltre sottolineato che “queste linee guida rappresentano un importante passo avanti e definiscono chiaramente l’aspettativa che la copertura dell’atletica femminile debba riflettere le capacità tecniche e offrire una narrazione avvincente. Siamo orgogliosi di aver collaborato con European Athletics a questo progetto, dimostrando cosa si può ottenere quando le organizzazioni lavorano insieme per elevare gli standard nelle trasmissioni sportive”.

Il sostegno di European Athletics

Sul tema è intervenuto anche il presidente di European Athletics, Dobromir Karamarinov, che ha ribadito l’impegno della federazione a favore di una rappresentazione rispettosa degli atleti.

“Noi ci impegniamo a garantire che il nostro sport venga presentato in modo da rispettare e valorizzare tutti gli atleti, indipendentemente dal genere, dalla razza, dalla religione, dall’orientamento sessuale o dal contesto socioeconomico, e questo impegno è al centro della nostra iniziativa ‘Race For Respect’. Mi congratulo con l’EBU per aver intrapreso questa iniziativa e ringrazio tutti i registi, i cameraman e gli atleti per il loro coinvolgimento. L’unica strada da seguire è quella della collaborazione, del dialogo e della comprensione reciproca tra tutte le parti interessate”.

Come cambiano le riprese televisive delle gare

Le novità riguardano soprattutto le modalità di ripresa durante le competizioni. Nel documento vengono fornite indicazioni precise sulle inquadrature da utilizzare, con particolare riferimento alle gare di corsa.

Le linee guida spiegano che “in pista, diverse eccellenti angolazioni di ripresa offrono al pubblico e ai commentatori una visione tecnica e competitiva delle gare. Tuttavia, queste angolazioni possono talvolta compromettere la visione degli atleti. Riprendere gli atleti da una posizione al di sotto del bacino rischia maggiormente di produrre immagini poco lusinghiere. Pertanto, è preferibile rimanere davanti all’atleta ogni volta che è possibile o evitare inquadrature molto ravvicinate, specialmente durante i preparativi finali sulla linea di partenza e nei momenti di stanchezza in cui potrebbero crollare sulla pista”.

Le nuove indicazioni rappresentano un cambiamento significativo nella regia televisiva delle competizioni di atletica e mirano a spostare l’attenzione sull’aspetto tecnico e sportivo delle prestazioni, riducendo il rischio di immagini che possano contribuire alla sessualizzazione delle atlete. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità del racconto sportivo e garantire una rappresentazione più equilibrata e rispettosa dello sport femminile.

atletica femminile (foto LaPresse)