“Non rivendichiamo competenze primarie ma la connessione dell’Autorità con l’IA è stretta”, spiega il presidente dell’authority in audizione sull’adeguamento delle norme nazionali alla regolamentazione Ue.
“L’intelligenza artificiale è una tecnologia trasversale, inserita dai motori di ricerca ai chatbot ai servizi di produzione e distribuzione di contenuti, è una evoluzione naturale delle piattaforme. In qualche misura i soggetti istituzionali competenti nel mondo delle piattaforme hanno interesse nel settore dell’IA”.
Lo ha affermato Giacomo Lasorella, presidente dell’Agcom, nell’audizione informale alle Commissioni riunite Attività produttive e Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue sull’intelligenza artificiale.
Criticità e sovrapposizioni
“La principale criticità che mi permetto di mettere in evidenza è nell’articolo 12 relativo al comitato di coordinamento”, ha aggiunto. “Non rivendichiamo competenze primarie sull’IA, sono superate e ci rendiamo conto della scelta effettuata da Governo e Parlamento con la legge 132, ma mi permetto di mettere in evidenza come questa competenza trasversale finisca con l’incidere con le competenze in materia di servizi digitali da parte dell’Autorità”.
Nel testo c’è una clausola di garanzia su competenze e compiti, ha sottolineato Lasorella, “ma il rischio è che l’Autorità possa trovarsi formalmente titolare di alcune attribuzioni, ma estranea al luogo rispetto al quale vengono definite le modalità di cooperazione capaci di incidere sul loro indirizzo”.
In questo ambito, ha aggiunto il presidente Agcom, “un caso concreto che abbiamo segnalato è quello dell’uso da parte di Google di Ai Overview e Ai Mode, il tema sottoposto è verificare su l’uso incide sul rischio di pluralismo e se Google abbia mitigato questo rischio. I temi di connessione dell’Autorità con l’IA sono stretti”.
Altro ambito in cui Lasorella ha evidenziato contiguità dell’Agcom in materia di intelligenza artificiale sono nel diritto d’autore per cui c’è bisogno “di raccordare i sistemi IA con i servizi digitali” e “sulla tutela dei minori” per cui “il Tusma conferisce all’Autorità competenza mediatica e digitale”.
“C’è una esigenza di coordinamento anche rispetto ai reclami – ha concluso Lasorella – col cittadino che si muove con difficoltà in tutti questi intrecci, c’è la necessità del principio di accesso unico per cui se un richiamo viene fatto ad una autorità non competente venga trasferito d’ufficio all’autorità competente”.


















