Investimenti per 663 milioni, EBITDA ricorrente a 719 milioni (+4%) e utile netto ricorrente in crescita del 16%. Dopo la cessione di Acea Energia, il gruppo conferma gli obiettivi per il 2026 e punta sui business regolati, con acqua, reti e ambiente al centro della strategia.
Acea chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita e conferma la guidance per l’intero esercizio. Il Consiglio di Amministrazione, riunito sotto la presidenza di Alessandro Rivera, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno, evidenziando una performance economico-finanziaria in linea con gli obiettivi del Gruppo e sostenuta dalla focalizzazione sui business regolati.
Nel semestre gli investimenti hanno raggiunto i 663 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025, con il 91% delle capex nette destinato alle attività regolate. L’EBITDA pro-forma ricorrente è salito a 719 milioni di euro (+4%), mentre l’utile netto ricorrente è cresciuto del 16%, attestandosi a 176 milioni di euro. L’utile netto reported ha invece raggiunto 454 milioni di euro, in aumento del 101%, grazie anche alla plusvalenza derivante dalla cessione di Acea Energia. Il rapporto Net Debt/EBITDA LTM pro-forma si è attestato a 3,64x, valore giudicato coerente con gli obiettivi fissati per il 2026.
“I risultati confermano la solidità del nostro percorso di crescita e una performance economico-finanziaria in linea con gli obiettivi del Gruppo”, ha dichiarato l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, sottolineando che la conferma della guidance testimonia la capacità di Acea di continuare a creare valore per tutti gli stakeholder.
I ricavi consolidati pro-forma sono aumentati del 2%, raggiungendo 1,55 miliardi di euro, mentre le attività regolate hanno continuato a rappresentare il principale motore della redditività, contribuendo per circa il 95% dell’EBITDA ricorrente. L’area Acqua Italia ha generato il 59% dell’EBITDA, seguita da Reti e Illuminazione Pubblica con il 30%, Ambiente con il 6% e Produzione con il 5%.
Gli investimenti hanno interessato soprattutto il settore idrico, con 379,5 milioni di euro, seguito da Reti e Illuminazione Pubblica con 209,3 milioni, Ambiente con 24,8 milioni, Produzione con 15,4 milioni e gli altri business con 33,5 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto è salito a 5,18 miliardi di euro, principalmente per effetto degli investimenti, della distribuzione dei dividendi e del pagamento delle imposte.
Per quanto riguarda le singole aree di attività, Acqua Italia ha registrato una crescita organica dell’EBITDA di circa l’8% a parità di perimetro, mentre Reti e Illuminazione Pubblica ha evidenziato un incremento organico di circa il 2%. Nell’area Produzione, l’EBITDA è aumentato di quasi il 7%, sostenuto dalla maggiore produzione idroelettrica e fotovoltaica. Il comparto Ambiente ha invece risentito della riduzione dei conferimenti ai termovalorizzatori dovuta anche a fermi programmati degli impianti.
Acea conferma inoltre la strategia di sviluppo delle infrastrutture sostenibili nei business regolati. Tra le principali operazioni del semestre figurano il perfezionamento della cessione di Acea Energia a Eni Plenitude, l’acquisizione del Gruppo Aquanexa, l’avvio dei lavori del termovalorizzatore di Roma, il collocamento della prima emissione pubblica italiana in formato Blue da 500 milioni di euro destinata al settore idrico e l’aggiudicazione della gestione del Servizio Idrico Integrato dell’area sannita, con una concessione fino al 2051.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato la convocazione dell’Assemblea straordinaria e ordinaria degli azionisti per il 7 e 8 settembre 2026, chiamata a esaminare, tra l’altro, una modifica dello Statuto, l’ampliamento del Consiglio di Amministrazione da 13 a 14 componenti e la nomina di un nuovo consigliere.
















