Aquanexa rafforza la propria presenza nel settore dei servizi per l’industria idrica con l’acquisizione del 70% di Idrogeo S.r.l. attraverso Tec.Am, la società del Gruppo specializzata nel trattamento delle acque potabili e reflue. L’operazione amplia la business unit Infrastructures and Plants, estendendo la catena del valore alle attività di perforazione, manutenzione e monitoraggio delle prestazioni quantitative e qualitative dei pozzi per acqua, considerate sempre più strategiche per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico.
Fondata nel 1979 a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), Idrogeo opera da oltre 45 anni nella progettazione, realizzazione e manutenzione di pozzi per acqua destinati ai settori idrico, geotermico, irriguo e industriale. L’azienda utilizza tecnologie all’avanguardia che consentono perforazioni fino a 1.200 metri di profondità ed è stata la prima realtà italiana del comparto a ottenere, nel 1997, la certificazione di qualità ISO 9002:94. L’attività comprende perforazione di pozzi artesiani, manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzazione di pozzi geotermici e impianti di sollevamento, anche grazie a quattro brevetti proprietari.
La società conta circa 30 professionisti e ha chiuso il 2025 con ricavi pari a circa 9,5 milioni di euro e un EBITDA reported di circa 3,3 milioni di euro. A fine marzo 2026 il portafoglio ordini ammontava a circa 15,5 milioni di euro.
Con l’ingresso di Idrogeo, Aquanexa completa la propria offerta integrando anche la ricerca e la captazione dell’acqua da pozzo, una fonte di approvvigionamento che negli ultimi anni ha ricevuto minori investimenti rispetto agli interventi di riduzione delle perdite di rete finanziati dal PNRR. La società intende così affiancare alle competenze tecniche di Idrogeo strumenti di analisi, monitoraggio e piattaforme digitali dedicate alla manutenzione predittiva dei pozzi e al controllo delle opere di captazione.
L’operazione si inserisce in un contesto di mercato valutato tra 600 milioni e 1 miliardo di euro all’anno tra nuove realizzazioni e manutenzioni. A trainare la domanda sono diversi fattori regolatori e ambientali. Da un lato, la crescente attenzione alla disponibilità della risorsa idrica, accentuata dai cambiamenti climatici e dalla siccità nel bacino del Mediterraneo, ha portato ARERA a introdurre il nuovo indicatore “M0 – Resilienza idrica”, dedicato alla capacità dei sistemi di approvvigionamento di soddisfare la domanda.
Parallelamente, il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, attraverso il D.Lgs. 18/2023, ha rafforzato i controlli su PFAS, microplastiche e altri contaminanti emergenti, aumentando la necessità di interventi di manutenzione qualitativa e della realizzazione di nuovi pozzi nelle aree dove le falde risultano compromesse.
Un ulteriore impulso arriva dal PNIEC 2024, che prevede oltre 1.000 MW di nuova capacità geotermica entro il 2030, e dal DM 211/2024, che introduce nuovi incentivi per la geotermia e sostiene nove impianti pilota innovativi. A questi si aggiungono la revisione della direttiva europea EPBD sulle prestazioni energetiche degli edifici e gli incentivi all’efficientamento energetico, in vista del passaggio dal Superbonus al Conto Termico e dell’estensione dell’ETS2 agli edifici dal 2027, elementi che favoriscono la diffusione delle pompe di calore acqua-acqua e della geotermia a bassa entalpia nel comparto residenziale e terziario.
“Idrogeo si integrerà da subito nel Gruppo Aquanexa, permettendoci di completare il portafoglio di servizi del Gruppo, estendendo la catena del valore anche ai pozzi, un’importante fonte di captazione non sempre valorizzata con la dovuta attenzione e tassello fondamentale della nostra strategia industriale”, dichiara Andrea Lanuzza, amministratore delegato di Aquanexa. “In questi anni, anche per effetto del PNRR, ci siamo concentrati soprattutto sulla riduzione delle perdite idriche, ma le nuove sfide del settore idrico e industriale devono guardare anche alla disponibilità della risorsa. ARERA ha introdotto proprio in questa direzione il nuovo indicatore M0 – Resilienza idrica, e noi accogliamo questa sfida completando i servizi tecnici di Idrogeo con strumenti di analisi e monitoraggio e con piattaforme digitali dedicate alla manutenzione predittiva dei pozzi e al monitoraggio del complesso delle opere di captazione”.
“L’ingresso di Idrogeo amplia in modo naturale le competenze della business unit Infrastructures and Plants, affiancando alle competenze impiantistiche di Tec.Am una nuova area dedicata alla captazione, perforazione e manutenzione dei pozzi”, aggiunge Enrico Di Rubba, amministratore delegato di Tec.Am e direttore della business unit Infrastructures and Plants. “Insieme ci consentono di presidiare un segmento ancora più ampio del ciclo idrico. Potremo valorizzare competenze, tecnologie e mezzi già presenti nel Gruppo, sviluppando nuove soluzioni per accompagnare i clienti lungo tutte le fasi della gestione della risorsa idrica”.
Per Gino Longo e Claudio Guareschi, amministratori di Idrogeo, l’ingresso nel Gruppo rappresenta un’opportunità di crescita: “In oltre quarantacinque anni di attività abbiamo costruito un patrimonio di competenze specialistiche e di innovazione tecnologica che oggi trova in Aquanexa il contesto ideale per continuare a crescere. Condividiamo la stessa visione industriale e la convinzione che la disponibilità della risorsa idrica diventerà una delle principali sfide dei prossimi anni. Entrare nel Gruppo significa poter mettere la nostra esperienza al servizio di progetti sempre più complessi, mantenendo quella qualità tecnica e quella capacità di innovazione che hanno sempre contraddistinto Idrogeo”.











