Dopo Hugging Face presa di mira la società newyorkese Modal Labs. Per ora nessun commento dalla società guidata da Sam Altman
A pochi giorni dal primo incidente hacker che ha coinvolto i modelli di OpenAi, il copione si ripete. Un agente ribelle della startup creatrice di ChatGpt ha commesso una serie di attacchi informatici durati diversi giorni prendendo di mira – dopo Hugging Face – la società Modal Labs, con sede a New York.
A raccontarlo l’agenzia Reuters, citando un dirigente di Modal e altre due fonti a conoscenza dei fatti, specificando che OpenAI non ha rilasciato commenti
Secondo una cronologia pubblicata da Hugging Face martedì, l’agente ribelle si è introdotto in una sandbox, ovvero un ambiente di test isolato, “ospitato sull’infrastruttura di un fornitore terzo”, prima di trasformarlo in una piattaforma di lancio per l’attacco informatico su vasta scala. Il fornitore terzo non è stato nominato nel post del blog, ma il chief technology officer di Modal, Akshat Bubna, ha confermato che uno dei loro clienti è stato vittima di un attacco informatico.
“Siamo a conoscenza del fatto che un cliente di Modal ha pubblicato un endpoint non autenticato che consentiva a chiunque su Internet di utilizzare le proprie sandbox per l’esecuzione di codice”, ha dichiarato Bubna in un comunicato.
“Questo è stato utilizzato dall’agente malevolo. La piattaforma o l’isolamento di Modal non sono stati compromessi in alcun modo”, ha precisato.


















